Italia
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| Italia | |||||||||
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| Generalità | |||||||||
| Nome ufficiale: | Repubblica Italiana | ||||||||
| Lingue ufficiali: | italiano | ||||||||
| Altre lingue: | a livello locale: francese, ladino, tedesco | ||||||||
| Capitale: | Roma (2.711.491 ab. / 30/6/2008[1]) | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Forma di governo: | Repubblica parlamentare | ||||||||
| Presidente della Repubblica: | Giorgio Napolitano | ||||||||
| Presidente del Consiglio: | Silvio Berlusconi | ||||||||
| Proclamazione: | 17 marzo 1861[2] | ||||||||
| Ingresso nell'ONU: | 14 dicembre 1955 | ||||||||
| Ingresso nell'UE: | 25 marzo 1957 (membro fondatore) |
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| Superficie | |||||||||
| Totale: | 301.338 km² (69º) | ||||||||
| % delle acque: | 2,4 % | ||||||||
| Popolazione | |||||||||
| Totale (6/2008 [3]): | 59.829.710 ab. (23º) | ||||||||
| Densità: | 198,5 ab./km² (39º) | ||||||||
| Geografia | |||||||||
| Continente: | Europa | ||||||||
| Fuso orario: | UTC+1 (CET) UTC+2 (CEST) in estate |
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| Economia | |||||||||
| Valuta: | Euro[4] | ||||||||
| PIL (PPA) (2008): | 1.786.429 milioni di $ (10º) | ||||||||
| PIL procapite (PPA) (2008): | 31.022 $ (26º) | ||||||||
| ISU (2007): | 0,945 (alto) (19º) | ||||||||
| Energia: | 0,63 kWh kW/ab. | ||||||||
| Varie | |||||||||
| TLD: | .it, .eu | ||||||||
| Prefisso tel.: | +39[5] | ||||||||
| Sigla autom.: | I | ||||||||
| Inno nazionale: | Il Canto degli Italiani noto anche come "Inno di Mameli" o "Fratelli d'Italia". |
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| Festa nazionale: | 25 aprile e 2 giugno | ||||||||
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| (Guida alla compilazione della tabella) | |||||||||
L'Italia, ufficialmente Repubblica Italiana, è uno Stato dell'Europa meridionale il cui territorio coincide in gran parte con l'omonima regione geografica.
L'Italia confina ad ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e ad est con la Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclave interamente comprese nel suo territorio, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera.
Capitale è, dal 1871, la città di Roma, "erede" di Firenze, sede provvisoria degli organi statutari, che sostituì Torino nel 1865.
Lo Stato indipendente ed unitario, nato nel 1861 come Regno d'Italia sotto la dinastia di casa Savoia, aveva un'estensione territoriale che non comprendeva ancora Roma e gran parte dell'attuale Lazio, che formavano lo Stato Pontificio (incorporato il 20 settembre 1870), il Veneto e il Friuli che erano parte dell'Impero d'Austria (acquisiti nel 1866), la Venezia Giulia ed il Trentino-Alto Adige anch'essi sotto dominio asburgico (annessi a seguito della prima guerra mondiale); ha assunto l'attuale forma repubblicana il 18 giugno 1946 a seguito del risultato del referendum del 2 giugno indetto per stabilire la forma istituzionale dello Stato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Successivamente, l'Assemblea costituente eletta lo stesso giorno del referendum elaborò la Costituzione che, entrata in vigore il 1º gennaio 1948, dà alla Repubblica un carattere parlamentare.
Chiamata spesso "Penisola" in ragione della sua natura geografica prevalente, "stivale" in ragione della sua caratteristica forma, "Belpaese" in ragione del suo clima e delle sue bellezze naturali ed artistiche,[1] geograficamente l'Italia è costituita da tre parti: una continentale, delineata a nord dalle Alpi e a sud dalla linea convenzionale che congiunge La Spezia con Rimini, una peninsulare, che si allunga nel Mediterraneo in direzione nord ovest - sud est, ed una insulare, rappresentata principalmente dalle due maggiori isole del Mediterraneo, la Sardegna e la Sicilia presso la quale, in corrispondenza dell'isola di Pantelleria, si ha la minima distanza dall'Africa, distante circa 70 chilometri[2]. I confini territoriali si estendono complessivamente per 1.800 chilometri, mentre lo sviluppo costiero raggiunge i 7.500 chilometri.[3] L'Italia conta più di 59,8 milioni di abitanti[4], per una densità di 198 abitanti per km².
Avendo istituito (Trattato di Parigi) il 18 aprile 1951, assieme al Belgio, alla Francia, alla Germania Occidentale, al Lussemburgo e ai Paesi Bassi, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), l'Italia è membro fondatore dell'Unione europea ed ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea, compreso l'ingresso nell'area dell'Euro nel 1999. Inoltre è membro fondatore della NATO, del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale, aderisce alle Nazioni Unite (per il biennio 2007-2008 è membro non-permanente del Consiglio di sicurezza), e fa parte del G7, del G8 e dell'OCSE.
Storia
| Per approfondire, vedi le voci Risorgimento, Regno d'Italia (1861-1946) e Italia repubblicana. |
La regione geografica italiana fu unita politicamente per la prima volta in epoca romana con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma e dai socii italici finì per snaturare il carattere nazionale che la regione geografica italiana stava acquisendo sul finire del I secolo a.C..
L'unione politica della regione geografica italiana realizzatasi in epoca romana termina nel 476 d.C con la fine dell'Impero romano d'Occidente (anno in cui per convenzione viene anche fatta terminare l'Antichità e iniziare il Medioevo). Nel 476 d.C. il re degli Eruli, Odoacre, ultimo di una lunga schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone infatti l'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augusto.
A partire dal 493 d.C., con il Regno ostrogoto, si realizza di nuovo l'unità politica della penisola italiana. Il Regno ostrogoto fu la prima di tante occasioni mancate nel Medioevo per affermare anche nella regione geografica italiana un processo di formazione di coscienza nazionale come già era avvenuto in altri Paesi europei. A partire dal 535 d.C., e fino al 553 d.C., la penisola italiana è infatti teatro della guerra gotica che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I deciso a conquistare il Regno ostrogoto, il cui territorio nel secolo precedente era stato dell'Impero romano d'Occidente. La conquista della penisola italiana da parte di Giustiniano I fu completata solo nel 553 a.C. con la sconfitta definitiva degli Ostrogoti e l'annessione di tutto il territorio del Regno ostrogoto all'Impero romano d'Oriente. Il conflitto si protrae quindi per quasi un ventennio e devasta l'intera penisola italiana, tanto da portarla a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.
A partire dal 553 d.C. la penisola italiana è quindi di nuovo unita politicamente, sotto l'Impero romano d'Oriente, ma anche questa unione politica è destinata a durare poco. Gli anni della dominazione dell'Impero romano d'Oriente sono funestati, oltre che da un aggravamento delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale, anche da una terribile pestilenza che spopola ulteriormente la penisola italiana tra il 559 d.C. e il 562 d.C.. La penisola italiana, indebolita e impoverita, non ha quindi la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino. Tra il 568 d.C. e il 569 d.C. i Longobardi, spesso appoggiati dalla popolazione esasperata dalla fiscalità bizantina, occuparono gran parte delle penisola italiana centro-settentrionale. Tali territori, detti Langobardia Major, costituirono il nucleo del Regno longobardo, ma contingenti germanici in seguito si spingono anche nella parte meridionale della penisola italiana dove costituirono la Langobardia Minor.
Con l'invasione longobarda la penisola italiana viene suddivisa in due grandi zone d'influenza, una loggobarda ed una bizantina, e perde così un'unità politica che non ritroverà più per molti secoli a venire, fino al 1861 con la nascita del Regno d'Italia, primo Stato con cui si realizza l'unità nazionale della nazione italiana.
Non fu quindi l'unità politica della regione geografica italiana in epoca romana, né quella della penisola italiana nei decenni subito seguenti, a far nascere il sentimento nazionale italiano. L'unità politica della nazione italiana fu al contrario la meta di un sentimento nazionale che si inizia ad osservare per la prima volta in epoca napoleonica con l'arrivo nella penisola italiana delle truppe napoleoniche[5] (anno 1796).
Il primo accenno esplicito di sentimento nazionale italiano, rimasto del tutto inascoltato, si può individuare al termine dell'epoca napoleonica, nel Proclama di Rimini,[6] con cui Gioacchino Murat, il 30 marzo 1815 durante la guerra austro-napoletana, rivolge un interessato appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli posto sotto la sua sovranità, unico garante della loro indipendenza nazionale contro un occupante straniero.
Il periodo della storia d'Italia in cui l'affermarsi di una coscienza nazionale italiana porta all'unità politica e quindi alla definitiva affermazione della nazione italiana è detto Risorgimento. Tale periodo, a conclusione del quale si ha la definitiva affermazione della nazione italiana, è un lungo processo che occupa un arco temporale di vari decenni e che, come detto, si conclude nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia.
Le personalità coinvolte in tale processo furono molte, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo; Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, per molti un eroico ed efficace combattente per la libertà in Europa ed in Sud America; Camillo Benso conte di Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.
| Membro NATO dal: | 4 aprile 1949 |
| Membro ONU dal: | 14 dicembre 1955 |
| Membro UE dal: | 1º gennaio 1958 |
Geografia
| Per approfondire, vedi le voci Geografia d'Italia e Zone altimetriche d'Italia. |
L'Italia si estende dal versante sud dell'arco alpino e si protende nel mar Mediterraneo; il suo territorio comprende anche la Sardegna e la Sicilia, due isole di grandi dimensioni, oltre a una serie di isole minori. Il mare che si trova a est della penisola è il mar Adriatico, a sud-est si estende il mar Ionio, a ovest, lungo tutta la penisola, si trova il mar Tirreno mentre a nord-ovest della penisola si estende il mar Ligure. Sotto il profilo geografico le regioni italiane si dividono in: regioni settentrionali (Valle d' Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), regioni centrali (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo), regioni meridionali (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), isole (Sicilia, Sardegna).
L'Italia è geograficamente divisibile anche in due sole parti: la penisola italica, che è la parte effettivamente peninsulare dell'Italia, che convenzionalmente inizia a sud del crinale appenninico emiliano, e la Val Padana, parte continentale d'Italia che è tutt'uno col territorio europeo.
Il comune più a nord d'Italia è Predoi, il più a sud Lampedusa e Linosa, il più a est Otranto e il più a ovest Bardonecchia.
Lo Stato italiano è quasi interamente compreso tra le Alpi, tranne Livigno, Dobbiaco, San Candido e Tarvisio che sono oltralpe, più le isole Lampedusa e Lampione parte della piattaforma continentale africana. Inoltre all'Italia appartiene l'exclave di Campione d'Italia (doganalmente ed economicamente svizzera).
L'Italia presenta una prevalenza di zone collinari (il 41,6% del territorio) rispetto a zone montuose (il 35,2% del territorio), o a zone pianeggianti (23,2%). L'altitudine media del territorio italiano è di circa 337 metri sul livello del mare.
Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4000 m tra cui il Monte Rosa (4634 m), il Cervino (4478 m) e il Monte Bianco che con i suoi 4810 m è la montagna più alta d'Europa. A sud delle Alpi si trova la Pianura Padana, una grande distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino a concludersi nelle Madonìe in quest'ultima regione, raggiungendo l'altezza massima con il Gran Sasso (2912 m). L'Italia è nota anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio vicino a Napoli, l'Etna vicino Catania che con i suoi 3323 m è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli in provincia di Messina.
Clima
| Per approfondire, vedi le voci Clima italiano e Categoria:Stazioni meteorologiche dell'Italia. |
La regione italiana (compresa tra il 47º ed il 35º parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.
Dal punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono, soprattutto per la penisola italiana (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica), un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.
Secondo la classificazione di Koppen [7], l'Italia è suddivisa in nove tipi di clima [8] [9] [10]:
- Clima temperato subtropicale (CS): aree costiere della Sicilia, della Sardegna meridionale e della Calabria centrale e meridionale.
- Clima temperato caldo (Csa): gran parte della Sardegna, della Sicilia, della Calabria e della Puglia, intera fascia costiera occidentale dalla Riviera di Ponente alla Calabria, intero litorale jonico e coste adriatiche dall'Abruzzo alla Puglia.
- Clima temperato sublitoraneo (Csb): fascia costiera delle Marche a sud di Ancona, aree collinari di Toscana, Umbria, Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Sardegna e Sicilia.
- Clima temperato subcontinentale (Cfa): gran parte della Pianura veneto-friulana, coste dell'Adriatico a nord di Ancona, le aree montane di Sardegna e Sicilia e le aree interne di alta collina dell'Italia centrale e meridionale.
- Clima temperato continentale (Cfb): Pianura Padana e Pianura Veneta occidentale, con precipitazioni in autunno e primavera e con l'inverno più siccitoso dell'estate.
- Clima temperato fresco (Cfc): zone prealpine e gran parte delle aree montuose appenniniche.
- Clima temperato freddo (Dw): vette più elevate della dorsale appenninica e monti dell'arco alpino con cime inferiori ai 2.000 metri s.l.m.
- Clima freddo di altitudine (H): arco alpino a quote superiori ai 2.000 metri s.l.m., caratterizzato da rigide temperature notturne ed invernali e da precipitazioni soprattutto estive.
- Clima nivale (Ef): vette più elevate delle Alpi ricoperte da neve perenne, con quote generalmente superiori ai 3.500 metri s.l.m.
Montagne e pianure
| Per approfondire, vedi le voci Rilievi italiani e Pianure italiane. |
In quanto stretta tra la placca africana e la placca euroasiatica, l'Italia è territorio soggetto a terremoti. La pressione delle due placche ha provocato con il trascorrere dei millenni le formazioni rocciose che attraversano tutto il territorio Italiano. Per fare un esempio, le rocce che formano le Dolomiti in realtà sono dei minuscoli molluschi che per millenni hanno vissuto sul fondo del mare; la pressione della placca africana ne ha prodotto il sollevamento.
Solo un quarto della superficie della regione italiana è occupato da pianure vere e proprie; tali infatti non possono essere considerate le conche appenniniche dell'Italia centrale, le strisce costiere dei golfi del mar Tirreno, le maremme, o le foci pianeggianti dei fiumi appenninici lungo l'Adriatico.
Le pianure italiane sono:
- la Pianura padana, ai piedi delle Alpi e compresa tra Lombardia ed Emilia Romagna;
- la Pianura veneta, al di fuori del bacino del Po;
- il Valdarno che si insinua lungo il corso del fiume tra Pisa, Firenze e il Casentino, inoltrandosi anche dal capoluogo toscano verso le città di Prato e Pistoia;
- la Piana di Lucca chiamata anche Lucchesìa, è un'area pianeggiante che si estende attorno alla città di Lucca;
- la fascia costiera della Versilia compresa tra Viareggio a Marina di Pietrasanta;
- la Maremma che si estende lungo la fascia costiera di Toscana e Lazio tra le località di Rosignano Marittimo e Civitavecchia, interessando le province di Livorno, Pisa, Grosseto, Viterbo e il tratto iniziale della provincia di Roma;
- la Valle del Tevere che si estende da Montedoglio, poco a nord di Sansepolcro, fino alla foce del fiume presso Fiumicino ed è suddivisa tra Toscana, Umbria e Lazio;
- l'Agro Romano che occupa il medio Lazio;
- l'Agro Pontino, area un tempo paludosa, bonificata negli anni trenta, situata in provincia di Latina;
- la Piana del Volturno che si estende dal Golfo di Gaeta fino al Vesuvio;
- la Valle del Sarno, area a est del Vesuvio, nel nord della provincia di Salerno;
- la Piana del Sele che si estende a sud di Salerno;
- il Tavoliere delle Puglie seconda pianura italiana per estensione, si estende nella provincia di Foggia;
- la Pianura salentina in Puglia, che comprende tutta la provincia di Lecce, gran parte della provincia di Brindisi e la parte centro-meridionale della provincia di Taranto;
- la Piana di Sibari nella parte nord-orientale della Calabria che si apre verso il Mar Ionio;
- la Piana di Sant'Eufemia o Piana di Lamezia Terme, davanti al golfo di S. Eufemia;
- la Piana di Gioia Tauro sul versante tirrenico calabrese;
- la Piana di Catania a sud dell'Etna;
- il Campidano, che si estende trasversalmente in direzione nord-ovest sud-est dal golfo di Oristano al golfo di Cagliari;
- la Piana del Metapontino nella parte sud-orientale della Basilicata che si apre verso il Mar Ionio.
- la Nurra, nella punta nord-occidentale della Sardegna, si estende dalla rada di Alghero al golfo dell'Asinara.
Mari e arcipelaghi
Con oltre 7000 chilometri di coste, l'Italia è praticamente "abbracciata" dal Mar Mediterraneo, il Mare Nostrum degli antichi Romani, che è suddiviso, per ragioni storiche, in bacini con nomi propri. In particolare, i bacini principali che circondano la penisola sono il mar Adriatico, il mar Tirreno, il mar Ligure e il mar Ionio; ad ovest della Sardegna si trova il mar di Sardegna, a sud della Sicilia il canale di Sicilia e il canale di Malta. Tra i bracci di mare più stretti sono notevoli lo stretto di Messina, che separa la Sicilia dalla punta dello stivale, le Bocche di Bonifacio, tra la Sardegna e la Corsica, il canale di Piombino tra la costa toscana e l'isola d'Elba, il canale di Corsica che separa le coste orientali corse dall'estremità occidentale dell'isola d'Elba e il canale d'Otranto tra Puglia e Albania.
Isole italiane
| Per approfondire, vedi la voce Isole italiane. |
Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna, quest'ultima geologicamente parte della micro zolla sardo-corsa assieme alla Corsica. Numerose sono le isole minori, alcune delle quali particolarmente notevoli dal punto di vista naturalistico o storico (ad esempio l'isola d'Elba è stata posta sotto l'autorità di Napoleone durante il suo primo esilio dal continente).
La maggior parte delle isole minori è raccolta in arcipelaghi, quali l'arcipelago Toscano – che comprende l'Isola d'Elba – le isole Pontine o Ponziane e le Isole Flegree nel Tirreno di fronte alla penisola (per non dimenticare le isole di Capri e Ischia); le isole Eolie o isole Lipari, le isole Egadi e le isole Pelagie attorno alla Sicilia (oltre alle isole di Ustica e di Pantelleria); l'arcipelago della Maddalena, le isole del Sulcis e l'isola dell'Asinara a poca distanza dalla Sardegna.
Vi sono poi le isole Tremiti, a nord del Gargano; le isole Cheradi nel golfo di Taranto, l'Isola di Sant'Andrea nelle acque di Gallipoli; le Isole Pedagne a largo di Brindisi; le isole Palmaria, Tino e Tinetto del golfo della Spezia (entrate dal 1997 tra i patrimoni dell'umanità nell'UNESCO) e altre ancora, come l'isola di Dino.
Fiumi, laghi, lagune, paludi e cascate
| Per approfondire, vedi le voci Fiumi italiani e Laghi italiani. |
La conformazione fisica dell'Italia, con un elevato numero di montagne, fa sì che sia attraversata da molti fiumi, anche se nessuno di essi è estremamente lungo. Il maggiore come lunghezza e portata è il Po lungo 652 km.
Il Po attraversa la pianura padana e con i suoi affluenti l'ha creata, essendo la pianura Padana di origine alluvionale (cioè prodotta dai detriti trascinati a valle dai fiumi).
I primi 10 fiumi d'Italia in ordine di lunghezza sono: Po, Adige, Tevere, Adda, Oglio, Tanaro, Ticino, Arno, Piave, Reno.
Come si può notare dalla cartina a destra la maggior parte delle montagne dotate di ghiacciai si concentrano nel nord del paese. Infatti la parte centrale del paese è attraversata dagli Appennini, montagne relativamente basse e quindi di norma dotate di fiumi dalla ridotta portata, tanto che nelle regioni meridionali spesso durante le estati si assiste in molte zone a una parziale mancanza d'acqua che crea notevoli disagi alla popolazione e alle coltivazioni.
- Laghi alpini e prealpini: lago d'Orta (Cusio), lago Maggiore (Verbano), lago di Endine (Spinone), lago di Como (Lario), lago di Lugano (Ceresio), lago d'Iseo (Sebino), lago d'Idro (Eridio), lago di Garda (Benaco)
- Laghi dell'Italia centrale: lago Trasimeno, lago di Bolsena, lago di Vico, lago di Bracciano, lago Albano, lago di Nemi, lago di Martignano, lago di Chiusi, lago di Montepulciano, lago di Montedoglio.
- Laghi della penisola flegrea e del litorale domizio: Averno, Fusaro, Lucrino, Miseno, Patria
- Laghi vulcanici: laghi di Monticchio
- Laghi della Sila: lago Ampollino, lago Arvo, lago Cecita (o Mucone)
- Lagune e laghi costieri: laguna di Grado, laguna di Marano, laguna veneta, valli di Comacchio, lago di Lesina, lago di Varano, laghi Alimini presso Otranto, mare Piccolo di Taranto, mare Grande di Taranto, lago di Fondi, laguna di Sabaudia, lago di Burano, laguna di Orbetello, lago di Massaciuccoli, stagno di Cagliari, stagno di Marceddi, stagno di Santa Giusta, stagno di Cabras, stagno del Calich.
- Palude del Capitano in provincia di Lecce
- Cascata delle Marmore in provincia di Terni
Vulcani
L'elevato numero dei vulcani, sia attivi che spenti, è una caratteristica della regione italiana. I principali vulcani tuttora attivi sono almeno quattro:
- l'Etna (il maggiore vulcano attivo d'Europa) domina Catania e la Sicilia nord-orientale e si staglia su Catania con il suo gruppo di crateri sommitali (3340 m) costituendo un elemento paesaggistico caratterizzante di Reggio Calabria che si affaccia sulla costa Siciliana, da dove appare innevato per oltre metà dell'anno. Esso mantiene attivi pure altri crateri secondari, i quali si aprono sul lento declivio delle sue pendici. Per la natura molto densa della sua lava, le eruzioni sono lente, anche se possenti, e permettono facilmente di mettere in salvo persone e cose.
- il Vesuvio (1277 m) domina la città di Napoli ed il golfo omonimo, di cui costituisce un elemento paesaggistico noto in tutto il mondo. Famosa è la sua eruzione avvenuta nel 79 d.C., quando fu completamente sepolta sotto la lava e le ceneri la regione di Ercolano, Pompei e Stabia. L'ultima eruzione è avvenuta nel 1944, in piena guerra mondiale, e da allora il vulcano è quiescente, ma i geologi sanno che prima o poi esso ritornerà ad essere attivo, e anche pericoloso, per la natura violenta delle sue eruzioni.
- Lo Stromboli, perennemente attivo, eleva direttamente dal mare il suo cono eruttivo e fa parte delle isole Eolie.
- Vulcano, altro vulcano delle Eolie, che trova sede sull'omonima isola, la più meridionale delle Lipari. Dal quale hanno preso nome tutti i vulcani del genere.
Più numerosi, anche se meno grandiosi, sono invece i vulcani spenti o in fase quiescente ormai da molti secoli. Sono specialmente disseminati in tutta la fascia dell'Antiappennino toscano, dove le numerose sorgenti termali ed i famosi soffioni boraciferi (Larderello) non sono che le postume manifestazioni del vulcanesimo locale.
Il monte Amiata, nelle cui viscere abbondano i minerali, i monti Volsini, Cimini e Sabatini situati sulla destra del fiume Tevere, ed i colli Albani, sulla sinistra del medesimo, sono anch'essi residui di grandi vulcani, che hanno un tempo largamente profuso intorno le loro lave; attualmente perciò hanno pendici molto fertili. In cima a questi colli, entro gli antichi crateri, si trovano i maggiori laghi della penisola: lago di Bolsena, (monti Volsini), lago di Vico (monti Cimini), lago di Bracciano (monti Sabatini), lago di Albano e lago di Nemi (colli Albani).
Nell'Antiappennino campano, oltre al Vesuvio, una manifestazione postuma di attività vulcanica si incontra nei Campi Flegrei, situati poco a nord di Napoli; tali sono anche le solfatare di Pozzuoli e di Agnano.
I monti di Roccamonfina (tra il Volturno ed il Liri), l'Epomeo nell'isola d'Ischia e gli isolotti vicini dell'arcipelago campano hanno pure origine vulcanica; così dicasi del Monte Vulture, sulla destra dell'Ofanto in Basilicata, ed in parte dei colli Euganei e dei colli Berici della pianura veneta, i primi nella provincia di Padova, i secondi in quella di Vicenza.
Terremoti
| Per approfondire, vedi la voce lista di terremoti in Italia. |
I fenomeni sismici costituiscono un primato dell'Italia in Europa. Essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici. Non tutte le regioni italiane vanno però egualmente soggette ai moti sismici; ma anche là dove il fenomeno si manifesta più volte in un anno, i danni non sono in genere gravi.
Le zone meno soggette a fenomeni sismici sono la Sardegna, la Maremma grossetana, la Puglia meridionale e la regione alpina occidentale, eccettuate le zone di Belluno, della Carnia e delle Alpi Marittime. Dovuti spesso a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre, sono invece i frequenti e spesso disastrosi terremoti che avvengono nella zona degli Appennini.
Fra i più rovinosi terremoti si ricordano:
- 1908: terremoto di Reggio e Messina
- 1915: terremoto della Marsica
- 1917: terremoto di Citerna e Monterchi
- 1929: terremoto di Bologna
- 1930: terremoto del Vulture
- 1932: terremoto dell'Abruzzo
- 1948: terremoto di Sansepolcro
- 1968: terremoto del Belice
- 1972: terremoto di Ancona
- 1976: terremoto del Friuli
- 1980: terremoto dell'Irpinia
- 1990: terremoto di Santa Lucia
- 1997: terremoto di Umbria e Marche
- 2002: terremoto di San Giuliano di Puglia
Ordinamento dello stato
| Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Repubblica Italiana. |
Istituzioni
L'Italia è una repubblica parlamentare. La forma repubblicana dello Stato fu decisa con il referendum del 2 giugno 1946, con il quale il popolo italiano abolì la monarchia a favore della repubblica.
La Costituzione della Repubblica è la legge fondamentale e fondante della Repubblica Italiana. Fu approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948.
Essa contiene i principi fondamentali della Repubblica, i diritti e i doveri dei cittadini e prescrive l'ordinamento della Repubblica.
Il presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Viene eletto ogni sette anni dal Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentati regionali. Non ha un ruolo di indirizzo politico, ma la Costituzione gli affida comunque funzioni di natura legislativa, esecutiva e giudiziaria. Nei periodi di stabilità politica il suo ruolo si riduce nei fatti a funzioni rappresentative e di monitoraggio. I poteri assegnategli dalla Costituzione, però, fanno sì che il ruolo del Presidente della Repubblica acquisisca d'importanza nei casi di instabilità politica o deriva istituzionale dello Stato.
Il potere legislativo statale è affidato ad un Parlamento bicamerale costituito dalla Camera dei Deputati (630 deputati) e dal Senato della Repubblica (315 senatori eletti più i senatori a vita). Le Camere sono elette a suffragio universale (attualmente la legge elettorale prevede una ripartizione dei seggi tra i candidati delle varie liste bloccate concorrenti in proporzione ai voti ottenuti, con un premio che assicuri la governabilità alla coalizione di liste più votata). In Italia vige il bicameralismo perfetto: le Camere hanno le stesse funzioni e gli stessi poteri. Una legge deve essere approvata nello stesso testo da entrambe le Camere. In caso di contrasto tra le Camere la legge non viene approvata. Di conseguenza le leggi elettorali delle due Camere sono abbastanza simili per evitare che un loro diverso orientamento politico paralizzi il Parlamento. Tale sistema è stato ideato affinché vi sia una maggiore ponderazione della classe politica nell'approvare le leggi. Le Camere durano in carica 5 anni, ma il Presidente della Repubblica può scioglierle anticipatamente.
Il potere esecutivo spetta al Governo, all'interno del quale, secondo l'art. 92, c. 1 Cost. possono distinguersi diversi organi: il presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri e il consiglio dei ministri, che è costituito dall'unione dei precedenti organi. I Ministri sono responsabili singolarmente degli atti del loro dicastero e collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri. Il Presidente del Consiglio dirige la politica del governo, ma all'interno del Consiglio è primus inter paris con i suoi colleghi. Tuttavia le sue dimissioni provocano le dimissioni dell'intero governo. Il Presidente della Repubblica, a seguito di consultazioni con i maggiori leader politici, nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i Ministri. Successivamente alla sua entrata in carica il Governo deve presentarsi in Parlamento ed ottenere da entrambe le Camere un voto di fiducia. In qualunque momento un voto di sfiducia di una Camera costringe il Governo alle dimissioni. Poiché i Ministri non sono revocabili, talvolta per costringerli alle dimissioni si procede in una delle due Camere ad un voto di sfiducia individuale.
Il potere giudiziario (sia quello inquirente che quello giudicante) è esercitato dalla Magistratura che costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. I magistrati ordinari sono titolari della funzione giurisdizionale (vedi voce giurisdizione), che amministrano in nome del popolo. Il Consiglio Superiore della Magistratura, eletto per 1/3 dal Parlamento in seduta comune e per 2/3 da tutti i magistrati e presieduto di diritto dal Presidente della Repubblica, ha compiti di autogoverno della Magistratura, svincolandolo totalmente dalle influenze del governo, in particolare del Ministero della Giustizia.
La Corte costituzionale svolge la fondamentale funzione di garante della Costituzione. I suoi compiti principali sono quelli di giudicare la costituzionalità delle leggi e di dirimere i conflitti di attribuzione tra gli organi dello stato. Essa dunque può annullare le leggi in contrasto con la lettera o lo spirito della Costituzione e può decidere l'interpretazione univoca della stessa. La Corte Costituzionale è eletta per 1/3 dal Parlamento in seduta comune in rappresentanza del potere politico (legislativo ed esecutivo), per 1/3 dalle alte magistrature dello stato in rappresentanza del potere giudiziario e per 1/3 dal Presidente della Repubblica (scelti in maniera super partes)
I Presidenti della Repubblica, in ordine di elezione, sono stati: Enrico De Nicola (giugno 1946-maggio 1948), Luigi Einaudi (1948-1955), Giovanni Gronchi (1955-1962), Antonio Segni (1962-1964), Giuseppe Saragat (1964-1971), Giovanni Leone (1971-1978), Sandro Pertini (1978-1985), Francesco Cossiga (1985-1992), Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), Giorgio Napolitano (2006-).
Amministrazione
L'amministrazione della cosa pubblica è suddivisa tra lo stato, le regioni e gli enti locali (città metropolitane, province e comuni), secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza (art. 118 Cost.).
Lo Stato ha competenza legislativa esclusiva nelle materie indicate al 2º comma dell'art. 117 della Costituzione; allo stesso modo sono indicate le materie in cui la competenza statale è limitata alla definizione dei princìpi fondamentali; spetta alle regioni la competenza legislativa generale. La Corte costituzionale è competente a giudicare sui conflitti di competenza tra lo stato e le regioni.
Il governo nazionale è rappresentato in tutte le province dalla Prefettura - Ufficio Territoriale di Governo.
Suddivisione
La Repubblica Italiana si compone di 20 regioni, di cui 5 (Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia) a statuto speciale, 110 province (alcune in fase di allestimento) e 8101 comuni. Le città metropolitane, enti locali di estensione intermedia tra province e comuni, non sono ancora state istituite.
Regioni
| Per approfondire, vedi le voci Regione italiana, Stemmi delle regioni d'Italia e Bandiere delle regioni d'Italia. |
Nell'elenco che segue, per ciascuna regione è riportato lo stemma ufficiale e, a seguire, il nome del capoluogo. L'asterisco (*) denota le regioni a statuto speciale.