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martedì 07 ottobre 2008
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Francia: il ruggito dell'oceano bretone PDF Stampa E-mail
Finalmente le tanto attese vacanze estive sono alle porte e la meta, seppure diversa dalle aspettative iniziali, sembra essere interessante e soprattutto un'ottima occasione per ritrovare luoghi visti già in precedenza e rinfrescarsi un po' la memoria. Certamente un viaggio ricco di sorprese, colpi di scena e talvolta anche di qualche delusione nel notare i bruschi cambiamenti che hanno fatto di questi luoghi un'esclusiva attrazione turistica.

La partenza sembra già tutt'altro che semplice e tra un imprevisto e l'altro finalmente ha inizio la rilassante vacanza in Bretagna e in Normandia. I paesini sono il nostro forte certamente, ma particolarmente adorato e tanto atteso è lo splendido oceano che ci regala con tutto il suo splendore, colori, rumori e paesaggi davvero mozzafiato, lasciandoci sognare ad occhi aperti. L'incontro con i volatili non è certo da meno, e soprattutto assai entusiasmante è poter imparare a riconoscere e a distinguere le varie specie di gabbiani che sorvolano incessantemente le nostre teste per l'intera permanenza. La pioggia bretone certo non smette di sorprenderci e soprattutto legata al forte vento è stata in grado di stupirci e lasciarci un ricordo burrascoso di acquazzoni altrettanto movimentati. Bello comunque poter immaginare i paesaggi col sole, quando il tempo ci priva dei caldi raggi solari, e al contrario tentare di disegnare nelle proprie menti paesaggi nuvolosi, quando il caldo scalda a non finire. Resta però il vento l'artefice di un paesaggio francese unico al mondo. Certo la Bretagna è ormai diventata, insieme alla Normandia, meta di molti, e un'importante attrazione turistica; non mancano però alcuni luoghi isolati e di un certo fascino certamente molto graditi dal nostro amore verso la solitudine e il selvaggio. Tranquillità vuol dire essere in un ambiente ideale e selvaggio a tutti gli effetti ecco perchè la Bretagna sotto alcuni aspetti ha saputo regalarci piccoli momenti di immenso relax. La dolcezza di un tramonto, oceano, silenzio, il rumore della natura, tutte elementi semplici che hanno fatto di questa vacanza una dolce realtà.




 Periodo dal: 16 luglio al: 04 agosto 2007, per una durata di: 3 settimane 

 Mezzo: Mobilvetta Icaro S5, Elnagh King 670 
 Equipaggio: Nickland.org, Preacco.org

 Percorsi in camper: 4175 Km / 3 settimane
 Gasolio camper: 524,57 l / 580,98 €



Sabato, 16/07/2007
Preparato con calma il camper, in attesa del rientro dall'Inghilterra di Michelle, alle 20:30 partiamo per cercar di alleggerire il lungo percorso che dovremo fare domani, per raggiungere la Bretagna. E' tutto sereno e si guida bene fino a quando il sonno ci prende: sono le 00:00 e ci fermiamo a pernottare su un'area di sosta dell'autostrada già in Francia a Bonneville, avendo percorso 208 chilometri da Biella, per Settimo Vittone, Aosta, Tunnel del Monte Bianco (42,70 € solo andata), Chamonix, fino appunto a Bonneville.

 Percorsi: 95 km / 2:30 h
 Tempo: sole e decisamente caldo per la stagione. +22/28°C. 



Martedì 17/07/2007
Partenza da Bonneville alle 8:30: oggi sono in programma molti chilometri e pertanto preferiamo percorrere autostrade che attraversano la non esaltante campagna della Borgogna. Raggiungiamo per il pranzo alle 12:30, una piazzola sulla superstrada presso Saint Pierre Moutierre. Il riposo è breve e alle 15:00 si riparte sempre sulle scorrevoli e curate, ma altrettato care, autostrade e superstrade, da cui usciamo solo alla sera per raggiungere alle 20:30, lungo un paesaggio più piacevole, sempre bucolico, Ancenis, paese gradevole, disteso lungo la Loira, che dopo cena visitiamo per sgranchirci le gambe. Dormiamo in un ampio parcheggio del paese, libero e gratuito, vicino la stazione ferroviaria. Passano treni normali e TGV (Train Grande Vitesse) che però non riescono a disturbare il nostro sonno, assai profondo, dopo i 761 chilometri percorsi oggi, da Chamonix, toccando Bourg-en-Bresse, Macôn, Moulins, Bourges, Tours, Angers, Nantes.

 Percorsi: 153 km / 3:00 h
 Tempo: sole cocente per tutta la giornata, poi temporale rinfrescante alla sera. Temperatura calda, +25/30°C. 



Mercoledì, 18/07/2007
Partenza da Ancenis alle 8:15 con il sole. Autostrada per Nantes, e poi superstrada per Vannes, fino ad Auray dove ci fermiamo per pranzo nel parcheggio dedicato ai camper (ce ne stanno 4 o 5), asfaltato, gratuito, contiguo al parcheggio degli autobus. La visita al centro storico di Auray fino al porto ci riserva una bella sorpresa: è davvero suggestivo, con bella la piazzetta in riva al fiume Auray, ricca di birrerie e caffé. Ripartiamo dopo il pranzo diretti a Quiberon per informarci sui traghetti per la Belle Ile. Dopo consultazioni intense e conti alla mano decidiamo di rinunciare al giro sull'isola per il costo davvero esoso di una traghettata di circa un'ora, con il camper, per un giorno solo di tour isolano (sarebbero stati quasi 400,- €). Così approfittiamo per perlustrare la Cote Sauvage di Quiberon fatta di radure, scogli e lunghe lingue di pietra sul mare di grande bellezza. Bella passeggiata serale su un sentiero lungo la radura sul mare, e pernottamento, con vista sull'oceano, in un parcheggio accanto ad un piccolo ristorante.

 Percorsi: 201 km / 3:00 h
 Tempo: sole molto caldo, lieve venticello. Temperatura calda pr la stagione, +23/27°C. 



Giovedì, 19/07/2007
Risveglio con il sole e una splendida temperatura. Corsetta lungo il sentiero sul mare, dal parcheggio al castello e ritorno (4 km), e partenza verso Pont Aven, passando per la  D22 ,  D9 , fino ai pressi di Lorient dove entriamo in autostrada  N165  -  E60  (gratuita) fino a Quimperlé, dove con la  D783  raggiungiamo Pont Aven. Questa è piccola cittadina dal fascino antico, ricca di gallerie e negozi d'arte, negozi di dolcetti al burro, squisiti, di antiquariato e numerosi mulini lungo un rapido corso d'acqua. Uno sguardo anche alla fiera dell'antiquariato e modernariato con le bancarelle espositive lungo il fiume, e poi via, verso la costa, attraverso strade piccole, ma percorribili, toccando, passata Concarneau, Fuesnant, Benodet, Pont L'Abbé, fino a Loctudy dove ci fermiamo, nel porto, per vedere l'asta del pesce pescato in giornata. Atraverso strade ancora più piccole, toccando Lodonnec, Lescouil, Guilvinnec, Penmarc'h arriviamo a Saint Guenolé dove ci fermiamo a dormire in un parcheggio per camper sul mare, gratuito. In serata assistiamo allo scarico del pesce frutto di 13 giorni di permanenza in Irlanda, da un peschereccio della flotta locale: sono quintali di pesce, che sembrano non avere fine e che vengono immediatamente suddivisi per qualità e dimensioni, nel grossissimo capannone adibito alla cernita, alla preparazione per la spedizione e allo stoccaggio. E' davvero uno spettacolo interessante con un brulicare di personale organizzato e laborioso.

 Percorsi: 552 km / 9:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperatura calda per la stagione, +23/26°C. 



Venerdì, 20/07/2007
Ci svegliamo con il sole e un bel vento, che qui è praticamente garantito. Andiamo in paese dove c'è il mercato settimanale, mentre al porto è arrivato un altro peschereccio stracolmo di pesce. E' un tripidio di pesci, ma soprattutto di gabbiani che vigilano con continui sopralluoghi su quest'area di sbarco, compiendo voli vorticosi, finché non vengono rovesciate sul molo intere vasche di pesce a loro dedicato e allora si avventano sulla preda e si zzuffano tra loro, ingoiando con ingordigia pesci interi uno dopo l'altro con una famen che sembra insaziabile. Torniamo al camper, dopo l'acquisto delle classiche baguettes, per spostarci di nuovo a Penmarc'h dove visitiamo il faro di Eckmühl, il più alto di Francia, la cui sommità è raggiungibile dopo 306 scalini, ma dalla quale si ha il panorama a 360° della città, del mare e della baia. (E giù tutti a fotografare!). (5,- € per l'ingresso forfait-famiglia). Dopo il pranzo e l'abbondate raccolta di piccole conchiglie sulla spiaggia, fatta di sole conchiglie, ci avviamo sulla  D57 , poi  D2  e  D784  fino ad Audierne. Da qui con la  D784  raggiungiamo Pointe du Raz dove assistiamo al filmato di autocelebrazione della perizia e della velocità dei Francesi nel costruire sentieri e una struttura che ospita l'Ufficio Informazioni, negozi, bar e parcheggi, ma soprattutto nel rinvigorire la splendida vegetazione che riveste l'ampio territorio di questa punta. E' uno splendido cuscino d'erica, di pini nani da sottobosco, fino alla roccia a strapiombo sul mare. (C'è addirittura il pullman navetta gratuito che parte dal parcheggio, il quale costa 6,- € per auto e camper, e 10,- € se si pernotta). Dalla punta della roccia si vede a poca distanza, sul mare, il faro ora comandato elettronicamente, mentre un tempo c'erano, a turno, 3 addetti. Per la cena e il pernottamento ci spostiamo a Pointe du Van, che a parere di tutti noi, è ancora più bella, sebbene sia meno rinomata. C'è un grosso parcheggio gratuito, libero per camper gratuito e non illuminato, e alri riservati alle auto. Da qui uno splendido percorso, fatto di tanti stradini sterrati, permette di raggiungere la punta, la chiesa (che viene aperta una volta all'anno per la "festa del pardon" alla prima domenica di luglio), la "baia dei trapassati", che è una baia tra le due punte famosa per i tanti morti naugragati. E' già buio quando torniamo al camper con le pile accese, e ci prepariamo ad una notte tranquilla nel silenzio e nel buio con la sola luce di uno spicchio di luna.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Sabato, 21/07/2007
Risveglio con lo splendido sceniario della Pointe du Van e con il sole. Corsa mattutina sui sentieri e poi passeggiata tutti insieme a fare foto alle rocce che si stagliano a picco sul mare, e ai gabbiani instancabili e caciaroni come sempre. Riprendiamo a viaggiare attraverso al  D7  fino a Douarnenez. Pranzo sul porto di pesca (uno dei quattro porti della città), e poi giro turistico al porto museo, al porto turistico, e alla ricerca di ciò che di bello e festaiolo è descritto nelle guide: purtroppo non troviamo nulla di tutto questo e la città ci sembra desolata e trasandata. Ci spostiamo, alle 17:00, a Locronan, nel parcheggio all'ingresso della città (3,- € per il biglietto che vale dal 15/6 al 15/9, su tutti i parcheggi di Locronan: davvero conveniente!). Visita della cittadina, così ben conservata, con il suo complesso urbano rinascimentale, tutto di granito, forse troppo austero ma tuttavia ingentilito dai fiori e dai colori dei negozi e botteghe d'arte dagli interni in pietra viva, davvero suggestivi. Si potrebbe anche dormire nel parcheggio, ma noi preferiamo spostarci sul mare. Perciò, attraverso una piccola strada, ci portiamo a Sainte Anne La Palud, per dormire a ridosso di un'ampia e lunga spiaggia sabbiosa. lo spettacolo è assicurato dal succedersi della bassa e alta marea e dalla colonia di gabbiani, rondini di mare e altri uccellini che popolano la spiaggia e la roccia che circoscrive la baia. Le nuvole che si addensano e subito dopo lasciano il posto il sole all'orizzonte (il sole cala oltre le 22:30), sfumano il colore dell'acqua dal verde, al viola, al rosa, e aggiungono ulteriore fascino a questa natura selvaggia. Lunga passeggiata sulla spiaggia e poi notte tranquilla in completo silenzio, tranne il rumore dell'oceano.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Domenica, 22/07/2007
Colazione e footing sulla spiaggia solitaria di Sainte Anne La Palud: un vero godimento! Partenza alle 9:00 puntando a nord sulla  D63  fino a Menez-Hom, un picco di 330 metri da cui si gode una vista a tutto tondo sulla brughiera. Sulla panoramica  D887  raggiungiamo Crozon, dove sostiamo nel parcheggio riservato ai camper del supermercato L'Eclerc, proprio per fare spesa. Proseguiamo sulla  D8  fino a Camaret Sur Mer dove pranziamo sul molo del porto di pesca, insieme a parecchi camper. Camaret è famosa per la pesca delle aragoste, ma siccome oggi è domenica, le imbarcazioni purtroppo sono proprio poche. Allora ci spingiamo sino alla Pointe de Penhir, scogliera a strapiombo sull'oceano, da cui si vedono le altre punte tutt'intorno, ma sferzata da un vento fortissimo, a tratti difficilmente resistibile. Torniamo a Camaret per imboccare la  D55 , poi  D63 ,  D791  fino a Le Faou, poi la  N165  -  E60  e  N265  a nord di Brest, la  D205 ,  D789 ,  D85  fino a Pointe Saint Mathieu. Arriviamo alle 19:00 sotto la pioggia e il vento e ci fermiamo nel parcheggio gratuito del faro. Il colpo d'occhio è grandioso: il nuovo grande e potentissimo faro costruito a ridosso dell'antica abbazia di Saint Mathieu, in parte diroccata, dentro la quale sibila sinistro il vento, desta un certo senso d'inquietudine. Lo spettacolo è comunque ricco di fascino ma, date le condizioni meteorologiche, solo Nicole e Nicolò hanno il coraggio di uscire dal camper per affrontare le intemperie, sfidando acqua e vento; noi preferiamo radunarci tutti sul camper a chiacchierare. A mezzanotte ci apprestiamo a dormire tranquillamente, sotto il rassicurante faro che vigila, ma è un'illusione! Dopo pochi minuti prendiamo atto che sta piovendo all'interno della finestra del letto di Nicolò e della dinette. Inoltre le raffiche del vento che sbattono violentemente l'acqua contro il camper e lo fanno nervosamente dondolare ci obbligano a svegliare rocambolescamente i nostri amici che già dormono nel camper vicino e che a tutta prima non sentono né il cellulare, né i nostri movimenti, né la radio CB, ma quando si svegliano Marisa realizza di non avere più la borsa, che è rimasta sul nostro camper con il cellulare dentro, a Nicole parte la nostra chiamata al cellulare la cui suoneria simula la comunicazione vocale della torre di controllo ad un aereo in decollo, e in ultimo, in serie gli antifurti dei camper si mettono a suonare!!! E' meglio spostarci nel paese più vicino, a 4 chilometri, Le Conquet. Qui in uno dei tanti parcheggi, in centro, un po' più riparato, il vento si avverte meno, ma l'acqua, copiosa, continua ad entrare e la dobbiamo raccogliere con un mezzo di fortuna: una grossa pentola! Finalmente verso le 3:00 di notte la pioggia svanisce e possiamo dormire.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Lunedì, 23/07/2007
Al risveglio... non piove. Ne approfittiamo per tornare a Saint Mathieu e visitare questo strano pianoro su cui sorgono l'abbazia, il faro, il radar, e alle spalle un'albergo e ben tre abitazioni. Bello lo scenario sull'oceano, le cui onde, ricche di sale, si infrangono sulle rocce in mille spruzzi. Tornati al camper, individuata l'origine dell'infiltrazione dell'acqua, e prima che piova nuovamente, Nicolò, che è il più alto tra noi, sigilla il margine superiore delle due finestre con il nastro telato americano, contando di risolvere il problema. In marcia, dunque, attraverso la costa, fino a Lampaul-Plouarzel dove ci fermiamo a pranzo, in uno splendido spiazzo con mare e spiaggetta davanti, mare con piccole imbarcazioni alle spalle, mare da un lato e all'orizzonte. Dopo il pranzo decidiamo di fare un po' di chilometri e saliamo a nord a Ploudamezeau sulla  D28 , poi Lannilis,  D13  fino a Plouguearneau, successivamente  D10  per Kerlouan, fino a Roscoff con la  D58 . Qui ci fermiamo in un parcheggio libero per auto, per visitare la città: gradevole, in una bella posizione sull'oceano, con un lungo ponte pedonale di circa 600 metri che diramandosi dalla città verso la baia permette l'imbarco per l'isola di Batz, poichè, durante la bassa marea, il traghetto non può avvicinarsi di più alla riva. Da questo ponte ci godiano lo spettacolo di una miriade di uccelli protetti in quest'area, i quali si nutrono delle alghe, qui presenti in grande quantità e varietà. La città ha una bella via centrale tutta lastricata su cui si affacciano edifici in pietra, splendidamente fioriti, negozi colorati e piacevoli locali con dehors. Torniamo al camper attraverso la via sul porto, dove sui banchetti si vendono coquillages e moules, e ci spostiamo di pochissimi chilometri a sud a Saint Pol De Leon. Qui ci sono tre aree attrezzate per i camper, due delle quali in riva al mare, distanti un chilometro dal centro, ma in bella posizione, tranquille, illuminate, gratuite, con camper service. Dopo cena usciamo a fare un giro in centro: spettacolare l'illuminazione di mille piccoli e grandi fari su tutti i palazzi e le numerose chiese e cappelle del centro. Una scenografia di sicuro effetto che vale il giro. Torniamo sul camper a nanna in compagnia di una ventina di camper, mentre il mare si sta nuovamente alzando.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Martedì, 24/07/2007
Corsetta mattutina sul lungo mare dal parcheggio fino a tutto il molo e poi spostamento attraverso la  D58  a Morlaix, poi la  D78  fino a Lannion e la  D11  a Tregastel-Plage dove arriviamo giusto per l'ora di pranzo. Qui c'è un parcheggio dedicato ai camper, a 6,- € solo la notte, perchè di giorno è gratuito, con servizi, illuminazione, non lontano dalla spiaggia, circa 1 chilometro e mezzo dal centro. Dopo il pranzo facciamo una passeggiata fino alla spiaggia tanto caratteristica per i grossi massi di granito rosa, dalle panciute forme arrotondate, che si adagiano numerosi sulla spiaggia e sulla fascia costiera emergendo nelle loro gigantesche dimensioni soprattutto durante la bassa marea. Doccia pomeridiana, operazioni di carico e scarico dell'acqua del camper e breefing programmatico per organizzare la gita di domani in barca per visitare le Sept-Îles. Gli imbarchi sono possibili dai vicini paesi di Ploumanach e Perros-Guirec: li raggiungiamo speranzosi infilandoci nelle uniche stradine esistenti, strette, a senso unico, e alcune a fondo cieco. L'impossibilità di parcheggiare i nostri camper, che paragonati alle dimensioni dei suddetti paesini, sembra dei veri bisonti della strada, ci spinge a tornare a Tregastel, nel parcheggio a noi ormai arcinoto. Ma appena giunti, via di corsa, ma proprio di corsa, perchè sta per chiudere, all'ufficio informazioni per le notizie necessarie a programmare la gita di domani. Mentre raggiungiamo il porto di Tregastel alla ricerca dell'ufficio diamo un'occhiata al centro, allegramente fiorito, movimentato, e assai turistico: tanto che dopo cena non ci torniamo più, ma andiamo alla spiaggia per vedere il tramonto. Dannazione ci è andata male! Il sole è andato a nanna prima che noi potessimo immortalarlo tra un sasso e l'altro sull'orizzonte. Torniamo a dormire nel parcheggio di Tregastel in compagnia di almeno altri trenta camper.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Mercoledì, 25/07/2007
Risveglio con il sole a Tregastel, pronti per il tour delle isole, in barca. Spostiamo il camper fino al parcheggio a ridosso dell'imbarcadero, accanto all'Aquarium e, appena aperto l'ufficio prenotiamo i posti per il tour di due ore e mezza in motonave per 19,- € a testa (oggi si parte alle 10:15, calcolando le maree). Il tour prevede un giro intorno alle isole per poter vedere le foche che prendono mollemente il sole sugli scogli (ne vedremo almeno 6) e gli uccelli che nidificano sulle rocce (ne vedremo a migliaia, soprattutto di fou de bassin, cioè le sule, che covano, bianche le femmine e bianchi e neri i maschi, e che ricoprono metà di un'isola formando un'immensa macchia bianca brulicante al di sopra della quale, a turno, alcuni uccelli si sgranchiscono le ali in un volo armonioso, come guardiani dall'alto della loro nidiata; più in là cormorani, grand cormoran e cormoran huppé, numerosi, e pulcinelle di mare, macareux, che pensiamo di aver visto in due soli esemplari, perchè sono abbastanza piccole e, alla distanza a cui si deve tenere la barca, sono davvero difficili da individuare; infine una miriade di gabbiani, da quelli argentati, goeland argenté, a quelli reali, goéland leucophée e quelli marini, goeland marin). Il tour prevede anche lo scalo di mezz'ora sull'unica isola su cui si può scendere (dove c'è un faro e un sentiero panoramico) perchè sulle altre cinque isole, essendo nel complesso un parco naturale, è vietato l'accesso. A leggere queste parole sembra che le isole siano soltanto sei: lo sono! Infatti la dicitura Sept-Îles (Sette Isole) viene da una scorretta interpretazione del nome bretone Sentiles. Il giro è stato piacevole, certamente assai turistico, ma lo spettacolo delle foche e degli uccelli è stato di grande impatto, ma come mezzo di trasporto è più affascinante e più efficace è il veliero, il quale, con la sua lentezza (si rimane al largo per tutto il giorno), e il suo navigare silenzioso permette di apprezzare con la dovuta calma e tranquillità lo spettacolo delle isole: la prossima volta magari opteremo per quello! Alle 13:30 siamo di ritorno: pranzo al solito parcheggio dei camper di Tregastel e trasferimento, passando sulla costa (con la  D788 ,  D38 ,  D74 ), fino a Port Blanc, poi a sud verso Treguier dove ci fermiamo un tempo breve, ma sufficiente a vedere l'allestimento della sagra paesana a base di porchetta allo spiedo e musica jazz dal vivo. Tra le altre cose riusciamo anche, finalmente, a scorgere, presso l'entrata della chiesa, situata nella piazza principale dove c'è anche il mercato dell'argianato, tre simpatiche anziane signore agghindate con i costumi caratteristici del Finistère, e soprattuto con le cuffiette di pizzo con le alucce laterali, le coiffes, intente a ricamarne alcune per i turisti. Con la  D786  puntiamo verso Paimpol per la programmata cena di pesce. Non riusciamo a trovare posto né nelle due aree riservate ai camper perchè sono stature, né al trove, al porto o in città, e per tanto decidiamo di spostarci fino a Pors-Even, dove però non c'è nemmeno lo spazio per una Smart, e poi più su a Pointe de l'Arcouest dove tutte le aree di parcheggio sono finalizzate all'imbarco per l'Ile de Bréhat. Torniamo indietro dalla medesima, unica, strada che ci riporta a Paimpol, dove in un ultimo disperato tentativo troviamo parcheggio nel grosso piazzale della ferrovia a vapore. Tolto l'interessante treno a vapore, tuttora sbuffante e in piena funzione, il posto è proprio bruttino, ma sono ormai le 20:00 e vogliamo premiarci con la sospirata cena al ristorante. E così facciamo: in un bel ristorante vista mare, di un bell'edificio tutto fiorito, con un ricco menu di pesce e carne accompagnato da un delizioso vino bianco ci riconciliamo con la vacanza, infischiandocene dei mancati parcheggi. Nel dopo cena giro per la vecchia Paimpol illuminata e il porto, davvero gradevoli, e rientro a nanna nel camper.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Giovedì, 26/07/2007
Risveglio nel parcheggio di Paimpol con la locomotiva a vapore che sbuffa decisa, mentre si prepara a partire per il tour turistico. Spostamento verso la Côte d’Emeraud con la  D786  fino a Saint Quay Portrieux, Saint Guirec, Langueux e poi a nord, sempre con la  D786  ad Erquy e poi con la strada costiera lungo il tratto panoramico della  D34 , raggiungiamo Cap Fréhel. Parcheggiamo lungo la strada, senza entrare nel parcheggio a pagamento, e raggiungiamo il capo attraverso uno splendido sentiero tracciato in mezzo a cuscini di erica rossa e gialla che ricoprono l’intera superficie del suolo e che ci accompagnano proprio fino alla punta, subito prima che diventi roccia. Anche qui numerosi cormorani, sule e gabbiani popolano la zona e gli scogli antistanti e si prodigano in veloci e complessi voli. Per il pranzo ci spostiamo di 2 chilometri ripercorrendo a ritroso la strada per fermarci in un ampio parcheggio libero, asfaltato, sulla spiaggia. Verso le 16:30 lasciamo questa spiaggia affollata di bagnanti, con tanto di torretta di sorveglianza e attenti bagnini, per spostarci a Tregou e poi la  D168  per Dinard, Saint Malo e poi la panoramica costiera  D201 . Giugiamo a Cancale verso le 20:00 (essendoci fermati alla Pointe du Grouin, bella, ma non entusiasmante) e parcheggiamo, nell’impossibilità di trovare posto proprio sul porto, nell’area dedicata ai camper, illuminata, ben delimitata, con due camper service, a circa 1 chilometro dal centro. Dopo cena la passeggiata sul lungo mare fino al porto di attracco delle imbarcazioni di pesca delle famose ostriche di Cancale, è un vero e vivace piacere. E’ un susseguirsi di ristoranti e locali ben illuminati, allegri, affollati, di fronte ad un mare così strano, con le barche in secca appoggiate su un fianco, le colorate conchiglie, le alghe, tanto apprezzate qui. Le “Huitre de Cancale” qui vanno a misura per stabilirne il valore commerciale e vengono allevate sul fondo del mare, vicino alla riva: vengono ciclicamente sommerse e ripulite dalle alghe con l’alternarsi delle maree, finché non raggiungono la dimensione stabilita. Vengono offerte, a qualcunque ora del giorno, crude e condite con limone spremuto, da appositi banchetti che ne espongono quantità incredibili. Notte tranquilla nel parcheggio silenzioso.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Venerdì, 27/07/2007
Ci svegliamo con le nuvole sopra Cancale, che però ben presto svaniscono, come d’abitudine qui, e ci facciamo un giretto sul porto a vedere il mercatino dei molluschi e i vari locali che già alle 9:00 di mattina ripropongono i piatti di huitres: non riusciamo proprio a farci tentare da quest’illustre prelibatezza, ma molti turisti e persone del posto mangiandole sembrano trasognati. Lasciamo Cancale alle 10:30 puntando verso Le Mont Saint Michel (sono 35 chilometri) dove arriviamo già per pranzo, nell’amplissimo parcheggio ai piedi del monte (8,- € per 24 ore). Il tempo di pranzare e via per la visita: Saint Michel ha una via centrale subito dopo le due porte di accesso, che è la Grand-Rue, stretta fra case di granito e altre di legno a graticcio, che è davvero bella ma poco apprezzabile data la calca di turisti e gli innumerevoli negozi di souvenir e i ristoranti che vanno un po’ a snaturare il luogo. Arriviamo fino alla basilica, imponente, letteralmente granitica, che però decidiamo di visitare questa sera contando sul previdibile ritoddo afflusso di turisti. E facciamo una scelta azzeccata: dal 1° luglio al 31 agosto è visitabile dalle 19:00 alle 23:30 (ingresso di 8,- € come di giorno) e nelle varie sale si può assistere, oltre alla bellezza spoglia ed essenziale della struttura della basilica, ad uno scenografico allestimento di giochi di specchi e di luci, esposizione di arazzi medievali, assolo di clavicembalo e di violoncello, nonché diffusione di canti di uccelli nel chiostro, o di grilli nella passeggiata lungo la fortificazione, o di tuoni e di sibili di bombe a ricordo delle varie vicende storiche di questo luogo. Il refettorio con sapiente illuminazione e purezza di stile, la navata centrale con vista sulla terrazza sul mare, a quest’ora in secca, il chiostro illuminato con le due file di colonne poggianti sul basso muretto a perimetro del giardino, ambulacro dei monaci in granito sui cui gradini giocano luci ed ombre, sono di una suggestione e di un misticismo indimenticabili: tutto sembra spartano ed essenziale, e ideale per la meditazione, ma l’imponenza della pietra e delle colonne tradiscono il senso di potere, non solo religioso, che questo luogo ha avuto. L’apoteosi scenografica si rivela comunque all’esterno, con l’illuminazione dell’intero complesso, fino a mezzanotte: da lontano il colpo d’occhio d’insieme è emozionante, poi, di colpo, si spegne tutto, nel silenzio.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Sabato, 28/07/2007
Apriamo gli occhi a Le Mont Saint Michel, pieno di fascino anche di giorno, con nuvole, ma senza pioggia. Dal misticismo decidiamo di puntare sulla storia, andando verso le spiagge dello sbarco, quindi:  D275 ,  D43 ,  D175  per Avranches,  A84 - E401  (gratuita) fino a Villedieu, poi  D999  fino a Saint-Lô,  D972  a Balleroy,  D10 ,  D5  fino a Trévières,  D30 ,  D577  a Saint Laurent-sur-Mer,  D514  fino a Port-en-Bessin dove ci fermiamo a pranzo nel parcheggio dedicato ai camper, vicino alla famosa Omaha Beach. Nel primo pomeriggio raggiungiamo Arromanches-Les-Bains dove vogliamo visitare il Mémorial dedicato alla Grande Guerra. E’ però un’impresa complessa la ricerca del parcheggio: Arromanches è invasa dai turisti, il parcheggio destinato ai camper è totalmente saturo e non ci resta che provare in un parcheggio per auto dentro al quale avventurosamente riusciamo ad infilarci tra due file di auto che ci lasciano di margine pochi centimetri. Mentre ci arrabattiamo nelle manovre due auto dietro di noi parcheggiano selvaggiamente: non possiamo più proseguire in avanti, meno ancora retrocedere. E’ un momento di autentica difficoltà: siamo completamente incastrati. Il team Preacco riesce a rimanerne fuori. Mentre al volo Nicolò rincorre i proprietari delle due auto, (che durante il loro parcheggio si sono pure tamponate!), giungono in aiuto anche due giovani poliziotti in servizio in bicicletta, i quali gentilmente fermano il traffico e ci aiutano a districarci dal pasticcio. Ci danno però delle indicazioni incomprensibili (forse in bretone), per un parcheggio alternativo, che non riusciremo a trovare. Tentiamo nei due paesi successivi, ma perse le speranze torniamo in centro, dove, un po’ abusivamente, lasciamo i nostri bestioni, ordinatamente, nel parcheggio, vuoto, dei bus! Finalmente, raggiunto a piedi il Mémorial, assistiamo anche ad un interessante filmato sulla costruzione dell’incredibile ponte che ha permesso lo sbarco degli alleati. Per la cena e la notte rimaniamo ad Arromanches in un grande parcheggio vicino al Cinema Circulaire, sulla collina a 4,- € per i camper per 24 ore, senza camper service.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Domenica, 29/07/2007
Proseguiamo il viaggio sulla costa, sotto la pioggia, da Arromanches fino a Courseulles-sur-Mer e poi Saint Aubin-sur-Mer, Ouistream e da qui, con la  D514  e  D515  fino a Caen per visitare l’immenso edificio adibito a museo e proiezioni che è il Mémorial di Caen. I documenti storici sottoforma di foto, video, oggetti, uniformi, modellini riprodotti, o reali carri armati o jeep, bombe e cannoni, apparecchi di radiotrasmissione o effetti personali dei soldati, colpiscono emotivamente e fanno immaginare, per noi che non l’abbiamo vissuta, il dramma e l’angoscia della guerra. Passiamo la giornata intera dentro al Mémorial, con una breve interruzione per il pranzo in camper (con il biglietto di 17,- € a persona nella giornata, si può uscire e rientrare a piacere), e concludiamo il pomeriggio con la visita dedicata alla Guerra Fredda e al filmato sulla Speranza, che tocca anche il Kuwait e la Guerra del Golfo, con riferimenti alla condizione dell’Africa. Al pomeriggio tardi, con il sole riprendiamo a viaggiare e, con la  D513  tocchiamo Cabourg, Dauville, dove vorremmo, ma rinunciamo a fermarci, fino ad arrivare a Honfleur, dove troviamo posto in un’ampia area di sosta per camper (7,- € per le 24 ore) dotata di due camper service con corrente, non lontana dal centro. Dopo la cena non possiamo perderci un giro per Honfleur illuminata, perché è uno spettacolo struggente di delicata bellezza. Notte tranquilla nel parcheggio.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Lunedì, 30/07/2007
Al mattino corsetta lungo l'estuario della Senna, sotto un bel sole caldo, a Honfleur. Visita diurna alla città, sperando di vedere, oltre alle bellezze architettoniche, anche l'attività commerciale ittica; invece il movimento dei pescherecci è proprio modesto. Visitiamo però una, seppur piccola, graziosa mostra di modelli e abiti di scena indossati da famosi attori in altrettanti memorabili film, che si tiene nella bella struttura degli antichi magazzini del sale. Verso le 10:30, dopo le necessarie operazioni di carico e scarico di accque del camper, nel parcheggio, ci avviamo verso le scogliere di Etretat. Da Honfleur si attraversa il monumentale ponte che la collega a Le Havre, sull'estuario della Senna. Con la  D940  raggiungiamo Etretat verso le 12:00 e immediatamente ci rendiamo conto che è impossibile trovare un parcheggio poichè il paese è piccolo e l'area dei camper è satura. Non ci resta che proseguire fino al paese successivo, a 4 chilometri, Bordeaux-Saint-Clair, dove il parcheggio della scuola elementare, ora chiusa, ci accoglie ospitalmente. Di fronte c'è la fermata del bus di linea, che, alle 14:30 ci porterà comodamente ad Etretat (1,- € la corsa). Lo riprenderemo al ritorno alle 19:37. Etretat paese, ma principalmente la spiaggia pietrosa e le falese raggiungibili e percorribili con bei sentieri, donano panorami superbi, sia visti dall'alto, a strapiombo sul mare, sia dal basso, dalla spiaggia. Le foto e la raccolta dei sassi rotondi e lisci che compongono la spiaggia sono praticamente d'obbligo. A malincuore lasciamo questo splendido luogo, sotto il cielo limpido e soleggiato, con un piacevolissimo venticello, ma il bus ci attende per riportarci al camper alle 19:40. Decidiamo di andare a dormire a Fécamp e pertanto, con un po' di incoscienza, da Bordeaux-Saint-Clair imbocchiamo una stradina che sulla cartina è rappresentata come un filo e nella realtà è larga esattamente 2 metri, ossia un po' meno del camper, tant'è vero che i ciuffi di erba e i rametti delle piante si sfregano dolcemente contro le pareti. Con questo splendido "sentiero"  C39  -  D72  lungo ben 4 chilometri andiamo da Les Loges a Les Aygues e la successiva  D11 , appena comunale, ci sembra un'autostrada: Proseguiamo sulla  D211  e poi  D940  per raggiungere Fécamp. Troviamo parcheggio per la cena e la notte in uno spiazzo abbastanza ampio sul porto, di fronte al parcheggio per camper che invece è costituito da spazi, stretti, corti ed è comunque sovraffollato. Passeggiata sul mare di Fécamp e via a nanna.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Martedì, 31/07/2007
Lo splendido sole del risveglio ci induce a fare subito un giro per Fécamp: la città è davvero deludente, trasandata, sporca, architettonicamente insignificante, salvo il pretenzioso edificio della fabbrica e relativo museo del "Liquore Benedettino" con tanto di enorme alambicco in rame. L'unica, modesta attrattiva è la spiaggia con le scogliere bianche calcaree, che comunque non vale la sosta. Perciò verso le 10:30 ci spostiamo facendo un panoramico percorso, davvero meritevole, lungo la  D79 , sulla costa e in mezzo ai boschi, superando l'enorme centrale nucleare di Aval, fino a Saint Valery-en-Caux che vorremmo visitare. Purtroppo la bella area di sosta per camper proprio sul mare, è strapiena e non ci resta che tornare indietro di 9 chilometri dove, Veulettes-sur-Mer avevamo visto un'altra ampia area per camper. E infatti qui troviamo posto e possiamo andare a pranzo sul lungomare di Veulettes, all'aperto, praticamente sulla spiaggia di ciotoli, a gustarci moules e salmone. Ripartiamo verso le 16:30 e decidiamo di saltare la programmata tappa a Dieppe, per arrivare, attraverso la  D925  fino a Eu e poi con la strada costiera, per l'ultimo tratto, fino a Le Tréport. Qui ci sistemiamo nell'area di sosta, a 1,5 chilometri dal centro, asfaltata, illuminata, con camper service e corrente inclusi nei 6,40 € delle 24 ore di sosta. Doccia, cena leggera, e bel giro a Le Tréport, sita in bella posizione, circondata dalle scogliere, con una spiaggia ghiaiosa, con la parte più nuova sul porto animata da innumerevoli bar, brasserie e negozi, e la parte più vecchia, la città alta, con edifici risalenti ad un periodo che intercorre tra il 1600 e il 1800, e con una funicolare, che dalla spiaggia, perforando la scogliera, porta alla sua estremità superiore. A completare l'originalità del luogo è la foce del fiume Eu che, proprio in città, si immette nell'oceano. Ritorno al camper sotto un cielo tutto stellato per una notte tranquilla.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Mercoledì, 01/08/2007
Sveglia nel tranquillo parcheggio di Le Tréport con uno spendido sole e senza vento. Operazione di carico e scarico e avvio verso Boulogne-sur-Mer sulla  D1015  poi  D940  attraverso un bel panorama di zone paludose, laghetti e ampi prati popolati da aironi, cicogne, mucche e migliaia di pecore, passando per Saint Valery-sur-Sommes, Conchil-le-Temple, Le Toquet-Paris-Plage. Arriviamo verso le 11:00 a Boulogne-sur-Mer, città piuttosto grande, con i parcheggi accessibili ai camper completamente pieni. Riusciamo a trovare, dopo aver girato tutta Boulogne e dintorni, un posticino sul porto, il Bassin-de-Napoleon, dove sono ormeggiati enormi pescherecci e dove si potrebbero visitare i grandi depositi di stoccaggio e lavorazione del pesce se solo fossero aperti. Ma purtroppo non è stagione di pesca e anche i pescherecci sono fermi. Perciò decidiamo di spostarci lungo la costa fino a Cap Gris-Nez dove ci facciamo un bel percorso a piedi sulle scogliere. Molto più interessante Cap Blanc-Nez a 6 chilometri più a nord dove, oltre allo splendido panorama che di solito riserva un capo, sono disseminati numerosissimi insediamenti tedeschi sottoforma di bunker più o meno grandi e più o meno mi metizzati, con lunghi cunicoli di collegamento sotterraneo, in parte percorribili. Un alto obelisco svetta a ricordo dei soldati caduti (due operai, appesi con corde e imbragature, lo stanno sabbiando per ripulirlo). Scendiamo a cenare e dormire su una spiaggia, con altri quattro o cinque camper, tra i due capi, da cui possiamo goderci un toccante tramonto sorseggiando vin santo e tarallucci.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Giovedì, 02/08/2007
Con questo bel sole caldo ci sta d'incanto una bella corsetta mattutina in paese mentre Nicole e Nicolò e risalgono per il sentiero erboso dalla spiaggia al capo, il cui obelisco vediamo così snello e dritto dal nostro parcheggio. Poi si parte in direzione Calais sulla  D940 , costiera, che tocca Bleriot-Plage, con le sue dune sabbiose ricoperte di vegetazione, fino ad arrivare al Patier d'Oye dove la sosta è davvero meritevole. Parcheggiato il camper un sentiero dentro al parco naturale ci conduce alla spiaggia: immensa, sabbiosa, con la bassa marea, ricca di conchiglie, ma che soprattutto conserva i segni della guerra con i bunker tedeschi e lunghe inquietanti palizzate che pensiamo destinate all'attracco delle imbarcazioni o come difesa. Incontriamo due persone del posto, socievoli e simpatiche, con tanta voglia di chiacchierare, che ci spiegano come, con appositi estrattori a pompa aspirante tirino fuori da 50 centimetri sotto la sabbia, enormi vermi di almeno 25 centimetri l'uno, che useranno per la pesca in mare. Ci spostiamo a pranzo al paese vicino, a 2 chlometri, Grand Fort-Philippe dove troviamo un accogliente parcheggio, gratuito, a lato della cappella, sul mare. Pranzo, passeggiata sul lunghissimo molo, mentre a vista d'occhio sta risalendo la marea. Partenza per Dunkerque, facendo prima una breve sosta a Gravelines, dove visitiamo un originale giardino pubblico dentro alla cittadella circondata dalle mura. Attraverso la N11 giungiamo a Dunkerque dove, passando senza fermarci, ci facciamo l'idea del suo porto commerciale, che sembra non finire mai. Anche la città è grande, assai movimentata, sovrastata da una cupola di inquinamento prodotto dalle raffinerie e fonderie sul porto, e nulla ci induce a fermarci. Così, per la cena e la notte, preferiamo spostarci a Bray-Dunes in un ampio parcheggio, difronte alla Gendarmerie, dove occupiamo l'area dei bus, che ora non ci sono, insieme ad altri sei camper. Stassera prolungata passeggiata sul lungo mare dove la spiaggia è tanto bella quando sono brutte le costruzioni che vi si affacciano: è un lungo susseguirsi di edifici allineati sulla passeggiata, quindi a 20 metri dal mare, ma veramente di rara bruttezza. Il resto della cittadina è vivace con ristoranti, bar, locali vari che purtroppo, come i marciapiedi, danno l'idea della trascuratezza e della sporcizia. Comunque il parcheggio per dormire si rivela tranquillo e sicuro.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Mercoledì, 01/08/2007
Sveglia nel tranquillo parcheggio di Le Tréport con uno spendido sole e senza vento. Operazione di carico e scarico e avvio verso Boulogne-sur-Mer sulla  D1015  poi  D940  attraverso un bel panorama di zone paludose, laghetti e ampi prati popolati da aironi, cicogne, mucche e migliaia di pecore, passando per Saint Valery-sur-Sommes, Conchil-le-Temple, Le Toquet-Paris-Plage. Arriviamo verso le 11:00 a Boulogne-sur-Mer, città piuttosto grande, con i parcheggi accessibili ai camper completamente pieni. Riusciamo a trovare, dopo aver girato tutta Boulogne e dintorni, un posticino sul porto, il Bassin-de-Napoleon, dove sono ormeggiati enormi pescherecci e dove si potrebbero visitare i grandi depositi di stoccaggio e lavorazione del pesce se solo fossero aperti. Ma purtroppo non è stagione di pesca e anche i pescherecci sono fermi. Perciò decidiamo di spostarci lungo la costa fino a Cap Gris-Nez dove ci facciamo un bel percorso a piedi sulle scogliere. Molto più interessante Cap Blanc-Nez a 6 chilometri più a nord dove, oltre allo splendido panorama che di solito riserva un capo, sono disseminati numerosissimi insediamenti tedeschi sottoforma di bunker più o meno grandi e più o meno mi metizzati, con lunghi cunicoli di collegamento sotterraneo, in parte percorribili. Un alto obelisco svetta a ricordo dei soldati caduti (due operai, appesi con corde e imbragature, lo stanno sabbiando per ripulirlo). Scendiamo a cenare e dormire su una spiaggia, con altri quattro o cinque camper, tra i due capi, da cui possiamo goderci un toccante tramonto sorseggiando vin santo e tarallucci.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Giovedì, 02/08/2007
Con questo bel sole caldo ci sta d'incanto una bella corsetta mattutina in paese mentre Nicole e Nicolò e risalgono per il sentiero erboso dalla spiaggia al capo, il cui obelisco vediamo così snello e dritto dal nostro parcheggio. Poi si parte in direzione Calais sulla  D940 , costiera, che tocca Bleriot-Plage, con le sue dune sabbiose ricoperte di vegetazione, fino ad arrivare al Patier d'Oye dove la sosta è davvero meritevole. Parcheggiato il camper un sentiero dentro al parco naturale ci conduce alla spiaggia: immensa, sabbiosa, con la bassa marea, ricca di conchiglie, ma che soprattutto conserva i segni della guerra con i bunker tedeschi e lunghe inquietanti palizzate che pensiamo destinate all'attracco delle imbarcazioni o come difesa. Incontriamo due persone del posto, socievoli e simpatiche, con tanta voglia di chiacchierare, che ci spiegano come, con appositi estrattori a pompa aspirante tirino fuori da 50 centimetri sotto la sabbia, enormi vermi di almeno 25 centimetri l'uno, che useranno per la pesca in mare. Ci spostiamo a pranzo al paese vicino, a 2 chlometri, Grand Fort-Philippe dove troviamo un accogliente parcheggio, gratuito, a lato della cappella, sul mare. Pranzo, passeggiata sul lunghissimo molo, mentre a vista d'occhio sta risalendo la marea. Partenza per Dunkerque, facendo prima una breve sosta a Gravelines, dove visitiamo un originale giardino pubblico dentro alla cittadella circondata dalle mura. Attraverso la  N1 - E40  giungiamo a Dunkerque dove, passando senza fermarci, ci facciamo l'idea del suo porto commerciale, che sembra non finire mai. Anche la città è grande, assai movimentata, sovrastata da una cupola di inquinamento prodotto dalle raffinerie e fonderie sul porto, e nulla ci induce a fermarci. Così, per la cena e la notte, preferiamo spostarci a Bray-Dunes in un ampio parcheggio, difronte alla Gendarmerie, dove occupiamo l'area dei bus, che ora non ci sono, insieme ad altri sei camper. Stassera prolungata passeggiata sul lungo mare dove la spiaggia è tanto bella quando sono brutte le costruzioni che vi si affacciano: è un lungo susseguirsi di edifici allineati sulla passeggiata, quindi a 20 metri dal mare, ma veramente di rara bruttezza. Il resto della cittadina è vivace con ristoranti, bar, locali vari che purtroppo, come i marciapiedi, danno l'idea della trascuratezza e della sporcizia. Comunque il parcheggio per dormire si rivela tranquillo e sicuro.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Venerdì, 03/08/2007
Con questo magnifico sole è davvero difficile decidere di iniziare il viaggio di rientro... Ma ci tocca! Lasciamo Bray-Dunes per imboccare la  D947  fino a Steenwoorde, la  D37  e poi la  D916  fino a Hodebrouck in un territorio, al confine con il Belgio, con caratteristiche completamente diverse dalla Francia vista fino qui: canali, abitazioni di mattoni rossi simili a quelle olandesi: è la Fiandra francese. Proseguiamo verso sud, all'interno, toccando Reims e poi, in mezzo alla grande campagna coltivata a grano attraversiamo lo Champagne per arrivare in Borgogna. Ci stupisce vedere così pochi vigneti in queste due regioni famose per i loro vini, ma tant'é: dall'autostrada si vedono solo pascoli e campi immensi di grano e di girasoli o, a volte, di ortaggi. Il sole ci accompagna e con un clima già caldo, anche se ventilato, superiamo Digione e, a Baume, prendiamo la  D970  per raggiungere un paesino che non troviamo su nessuna guida, ma che ci ispira, poiché sulla cartina vediamo confluirvi tre fiumi: Verdun-sur-le-Doubs. Vi giungiamo alle 19:30 trovando un bel posticino tutto fiorito per parcheggiare, vicino alla Capitaneria, sul fiume Doubs alla confluenza con la Saône e la Dheune. In acqua alcune imbarcazioni sostano tranquille ricevendo la visita dei cigni e delle anatre che scivolano agili. Dopo cena non ci facciamo mancare la passeggiata nel paese dove, tolti i piacevoli ponti fioriti sui fiumi e la grande chiesa appena restaurata, il resto ha un aspetto trasandato, mentre dove vuol essere ricercato, è davvero kitsch! Possiamo anche assistere ad un originale torneo paesano di pentanque dove tutto sembra impovvisato, dal campo di ghiaia o terra o erba, alle "squadre", ovvero gruppi estemporanei di giocatori. Ciò che li accomuna, alla fine, è l'accesso alla grigliata preparata in mezzo al campo da calcio. Ritorno al camper per una notte tranquilla sotto il cielo stellato.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



Sabato, 04/08/2007
Dopo una notte tranquilla risveglio con il sole e una gradevolissima temperatura. Acquisto delle baguettes in paese, saluti malinconici al fiume e alle barche di Verdun e partenza per completare il rientro a casa. Scendiamo a Chalon-sur-Saône con la  D5  per imboccare poi la  A6 - E15  fino a Macon e tornare in Italia attraverso il tunnel del Monte Bianco. Ma casualmente accendendo la radio sulla stazione che si occupa di viabilità, scopriamo che in quel momento al traforo ci sono tre ore di coda, destinata presumibilmente ad aumentare. Facciamo in tempo a cambiare percorso e scegliamo la Svizzera: da Bourg-en-Bresse con la  A40 - E21  raggiungiamo Ginevra e poi costeggiamo con la  N5  il lago Lemano (abbandoniamo l'autostrada per non pagare la tassa in Svizzera dato il breve tratto da percorrere). Questa è una strada un po' affollata, ma assai panoramica, proprio lungo la costa lacustre in mezzo a paesi turistici e vivaci, fino ad Amphion-les-Bains dove ci fermiamo a pranzo. E' un bel paese sul lago, curato, fiorito, elegante con grandi parchi e strutture sportive, presso le quali parcheggiamo, proprio sul lago, spropositate e sovradimensionate rispetto alla popolazione, ma che certo danno un senso di svago e di rilassatezza davvero piacevoli. Il caldo si fa sentire e dopo il pranzo riprendiamo il nostro percorso per Evian, Martigny, fino al tunnel del Gran San Bernardo. Il traffico, seppur intenso, non crea code. Arriviamo a Biella intorno alle 19:30 e che c'è di meglio, a quell'ora e nell'ultimo giorno di vacanza, che concludere a cena in pizzeria per rimembrare i momenti salienti del viaggio? Così nella bella atmosfera di una pizzeria biellese, a flash, ricordiamo i posti più belli visitati e siamo tutti concordi nel ritenere più meritevole del viaggio la Bretagna. Si presenta più selvaggia, più aggressiva, più ventosa: le sue rocce sull'oceano, i capi, le punte, soprattutto nella parte occidentale hanno davvero grande fascino. Ben organizzati e capillari anche i parcheggi e i camper service che sollevano dalle apprensioni degli scarichi e dell'approvvigionamento dell'acqua. Affascinanti in Normandia le spiagge sabbiose e i luoghi simbolo di una storia dolorosa di guerra, così ben conservati e celebrati a doverosa memoria e futuro monito. In generale la natura spettacolare e i paesi deliziosi meritano il viaggio e il fenomeno delle maree, quantunque ormai noto, è sempre ricco di curiosità e di mistero.

 Percorsi: 248 km / 3:30 h
 Tempo: sole caldo. Temperature calde +22/26°C. 



La parola "vacanza" è ciò che occorre per poter definire un breve periodo di completo relax e piacere, ma se a tale parola viene legato il nome "Francia" e più in particolare "Bretagna", allora tutto ciò che era relax diventa una magica realtà e un'incantevole succedersi di onde, striduli e colori. La terra bretone, a volte selvaggia, a volte turistica, lascia ormai la sua essenza nei nostri cuori e seppure con qualche cruda verità nascosta, dovuta al tempo trascorso dall'ultima nostra visita su questa terra, resta comunque un luogo dalle mille luci, dai mille colori e da miriadi di ricordi e momenti. Sole, vento e silenzio sono gli elementi che ci hanno colpiti maggiormente certamente soddisfandoci a tutti gli effetti. Bellissimi posti degni di essere addirittura rivisitati, e soprattutto, momenti che non andranno mai persi.



 Valuta Francia: EUR (€ - Euro) 

 Targa Francia: F 

 Fuso orario Francia: +01:00 GMT, (click icona per mappa completa)

 Guida Francia: a sinistra

 Note: Strade spesso assai dissestate; Vengono accettati spesso anche gli Euro.



  • Cartografia: Al fine di agevolare l'organizzazione del viaggio segue una lista di tutti gli articoli, cartacei e digitali, utilizzati durante il viaggio, dalle carte agli atlanti stradali, dagli articoli sui magazine di viaggio alle monografie dedicate, dalle mappe digitali ai CD di navigazione satellitare.

    • Atlante stradale, (Michelin Editions des Voyages) - Atlas routier et touristique
      2-06711-877-3, 2006 - Scala: 1:200000
    • Carta stradale, (Michelin Editions des Voyages) - Carte routière et touristique - 512, Regional, Bretagne
      2-06710-628-7, 2006 - Scala: 1:275000
    • Carta stradale, (Michelin Editions des Voyages) - Carte routière et touristique - 513, Regional, Normandie
      2-06710-629-5, 2006 - Scala: 1:275000
    • Carta stradale, (Michelin Editions des Voyages) - Carte routière et touristique - 525, Regional, Midi-Pyrénées
      2-06710-641-4, 2006 - Scala: 1:275000
    • Carta stradale, (Michelin Editions des Voyages) - Carte routière et touristique - 721, National, France
      2-06712-571-0, 2006 - Scala: 1:1000000
    • Guida turistica, (Michelin Editions des Voyages) - Guide de tourisme - 7, Regional, Bretagne
      2-06003-094-3, 1990
    • Itinerari e Luoghi, (Fioratti Editore) - Francia gli itinerari più belli - Mag.'05
    • Itinerari e Luoghi, (Fioratti Editore) - Fuori dal Tunnel, Marco Fioratti - Anno: XV, N°160, Ago.'06
    • Itinerari e Luoghi, (Fioratti Editore) - Nel cuore del Finistère, Enrico Fumagalli - Anno: X, N°103, Giu.'01
    • Itinerari e Luoghi, (Fioratti Editore) - Il tempo delle maree, Marta Ghelma - Anno: XVI, N°170, Lug.'07
    • Itinerari e Luoghi, (Fioratti Editore) - Alta marea, Giorgio Mesturini - Anno: IV, N°37, Giu.'95
    • Dove, (DeAgostini-Rizzoli Periodici) - Un mare di divertimento, Carla Serra - Anno: III, N°5, Mag.'93
    • Dove, (DeAgostini-Rizzoli Periodici) - Un bordo bretone, Pier Andrea Canei, Claudia Peres - Anno: VI, N°5, Mag.'96
    • Plein Air, (Mondadori S.p.A.) - Nel paese senza confini, Daniele Giorgini - N°266, Set.'94
    • Plein Air, (Mondadori S.p.A.) - Né terra, né acqua, Andrea Innocenti - N°266, Set.'94
    • Traveller, (Condé Nast) - Un dedalo di sorprese, Claude Vincent - Anno: Gold 23, Mar.'03
    • Traveller, (Condé Nast) - Douce France, Claude Vincent - Anno: Gold 23, Mar.'03



  • Segnaletica: La segnaletica in Francia è alquanto semplice, tuttavia non segue lo standard europeo. Ecco quindi elencati i colori fondamentali:

    •  A26 , Autostrade.
      (Molte sono a pagamento, denotate dalla scritta "peage").
    •  E60 , Superstrade.
      (Tutte gratuite, di grande scorrimento).
    •  N165 , Strade Nazionali.
      (Tutte gratuite, di grande scorrimento).
    •  D784 , Strade Regionali.
      (Tutte gratuite, ma spesso dissestate, senza banchina).
    •  C412 , Strade Locali.
      (Tutte gratuite, di difficile transito, specialmente con il camper).



 Generici Francia: france for visitors.com, wikipedia.org/Francia 

 Generici Bretagna: bretagne.com, centrebretagne.com, wikipedia.org/Bretagna 

 Generici Normandia: normandy-tourism.org, wikipedia.org/Normandia 

 Ancenis: ancenis.fr, wikipedia.org/Ancenis 
 Arromanches les Bains: arromanches.com 
 Auray: auray-tourisme.com, wikipedia.org/auray 
 Bayeux: bayeux-tourism.com, wikipedia.org/bayeux 
 Belle Île en Mer: belle-ile.com, wikipedia.org/belle-ile-en-mer 
 Bessin: bessin-tourism.com, wikipedia.org/bessin 
 Boulogne sur Mer: ville-boulogne-sur-mer.fr, portboulogne.com, wikipedia.org/boulogne-sur-mer 
 Bray-Dunes: ville-bray-dunes.com, wikipedia.org/bray-dunes 
 Caen: ville-caen.fr 
 Cancale: ville-cancale.fr, cancale.org 
 Cap Blanc Nez: wikipedia.org/cap-blanc-nez 
 Cap Fréhel: cap-frehel.net 
 Cap Gris Nez: capgrisnez.net, wikipedia.org/cap-gris-nez 
 Carnac: carnac.fr, ot-carnac.fr 
 Dieppe: dieppetourisme.com 
 Douarnenez: port-musee.org, mairie-douarnenez.fr, wikipedia.org/douarnenez 
 Dunkerque: ville-dunkerque.fr 
 Étretat: etretat.net, wikipedia.org/etretat 
 Gravelines: ville-gravelines.fr 
 Honfleur: comhonfleur.com, wikipedia.org/honfleur 
 Juno Beach: junobeach.org, wikipedia.org/juno-beach 
 Le Mont Saint Michel: ot-montsaintmichel.com, le-mont-saint-michel.org, wikipedia.org/mont-saint-michel 
 Le Tréport: ville-le-treport.fr 
 Locronan: locronan.org, wikipedia.org/locronan 
 Omaha Beach: omaha-beach.org, wikipedia.org/omaha-beach 
 Paimpol: ville-paimpol.fr, paimpol.net 
 Penmarc'h: penmarch.fr, penmarch.org, wikipedia.org/penmarch 
 Phare d'Eckmühl: polytech.unice.fr, wikipedia.org/phare-d'eckmuhl 
 Pointe de Penhir: wikipedia.org/pointe-de-penhir 
 Pointe du Grouin: wikipedia.org/pointe-du-grouin 
 Pointe du Raz: wikipedia.org/pointe-du-raz 
 Pointe du Van: wikipedia.org/pointe-du-van 
 Pointe Saint Mathieu: wikipedia.org/pointe-saint-mathieu, wikipedia.org/phare-de-saint-mathieu 
 Quiberon: wikipedia.org/quiberon 
 Roscoff: roscoff.fr, roscoff-tourisme.com 
 Saint Guénolé: bellebretagne.com 
 Saint Pol de Léon: saintpoldeleon.fr 
 Sept Îles: armor-decouverte.fr 
 Saint Valery en Caux: ville-saint-valery-en-caux.fr 
 Trégastel: tregastel.com, ville-tregastel.fr 
 Tréguier: ville-treguier.fr 
 Trégunc: tregunc.fr, wikipedia.org/tregunc 
 Utah beach: utah-beach.com, wikipedia.org/Utah_Beach 
 Veulettes sur Mer: ville-veulettes-sur-mer.fr 



 Roadbook (413 Kb): JPG / AXE - Immagine Jpeg / Ms. Autoroute (Il nostro itinerario)
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 Data (119,14 Kb): PDF - Tutti i dati di viaggio



 Foto: Francia: il ruggito dell'oceano bretone

Titolo: Francia: il ruggito dell'oceano bretone
Quantità foto: 300
Autore: Nicolò Caneparo, Piergiuseppe Caneparo, Nicole Preacco, Michelle Preacco, Massimo Preacco.
Periodo: 16 Jul. - 04 Aug. 2007
Data pubblicazione: 28 Aug. 2007
Descrizione: Collezione di foto scattate durante il viaggio in Francia, Bretagna e Normandia, durante le vacanze estive.



 Video: Lista completa dei video!

Titolo: Norvegia: Nordkapp-Sydkapp
Durata: 8:08
Autore: Nicolo' Caneparo
Periodo: 17 Jul. - 13 Aug. 2005
Data pubblicazione: 16 Oct. 2006
Descrizione: Piccolo abstract del film di due ore e mezza, creato con il materiale registrato durante il viaggio in Norvegia del 2005. (Avevo registrato quasi 7 ore di filmato).
   
Titolo: Wildlife in Northern France
Durata: 8':58"
Autore: Nicolò Caneparo
Periodo: 22 Aug. 2007
Data pubblicazione: 22 Aug. 2007
Descrizione: Una clip che contiene le immagini dei migliori momenti di cui ho potuto godere in Francia durante un viaggio estivo in Bretagna e Normandia in cui la natura la faceva da padrone!
   
Titolo: Hard Times for a young Larus Argentatus (Seagull)
Durata: 3:16
Autore: Nicolò Caneparo
Periodo: 18 mesi a cavallo del 2000
Data pubblicazione: 22 Aug. 2007
Descrizione: Una breve clip naturalistica che mostra un gabbiano argentato immaturo in un momento assai difficile. La sua inesperienza e la sua giovane età lo portano ad atterrare in un posto in cui, per lui, sarà molto dura riprendere il volo.


  • Viabilità: Durante l'intero soggiorno in Francia, e più in particolare sulla costa francese, abbiamo avuto modo di appurare ogni condizione di viabilità. E' assolutamente dovuto parlare costo esorbitante delle autostrade nazionali. Certamente non si può dire che i servizi non siano di ottima qualità, e talvolta è solo l'elevato pedaggio a portare turisti ed automobilisti in genere ad optare per percorsi alternativi, seppure più lunghi e in condizioni un un po' più dissestate. Restano comunque in buono stato anche le strade di minore importanza e quelle costiere, dove solo i rattoppi, tipici francesi, creano spesso innumerevoli dossi fastidiosi alla circolazione. Il camper non è un grande problema in quanto buona parte delle strade è ben attrezzata e si presta anche ai grossi mezzi, tuttavia attraversare i paesini è sempre un'impresa. Le aree di sosta dedicate ai camper sono parecchie, specialmente in Bretagna, dove persino le indicazioni, per altro dettagliatissime, non mancano. Diversamente, in Normandia, i camper sono un po' meno ben accetti e, quelle poche aree di sosta che vi sono lungo il percorso, sono segnalate davvero in modo scarso ed inefficente. Sempre per ciò che riguarda la viabilità francese abbiamo avuto modo di sperimentare anche il servizio pubblico relativo agli autobus e certamente siamo rimasti assai soddisfatti. Gli orari sono sempre ben specificati e la distanza tra una fermata e l'altra è sempre ben proporzionata. Anche i costi dei biglietti sono accettabili e tutti acquistabili direttamente sull'autobus. Spesso gli autisti dei bus sono donne sveglie e abili nel proprio lavoro, e talvolta, sono ben disposti ad agevolare turisti e passeggeri con qualche fermata di favore. E' bene ricordare che in Francia, diversamente dal resto d'Europa, la segnaletica autostradale è invertita con quella delle superstrade, ovvero i cartelli autostradali sono blu, mentre i cartelli indicanti strade extraurbane sono verdi.

  • Luci e colori: Vento, sole e la calda luce estiva hanno potuto donarci paesaggi dai meravigliosi colori. Le barche nei porti, le cassette del pesce negli spogli capannoni-frigo per lo smercio all'ingrosso, il tramonto sull'oceano, i papaveri nei dorati campi di grano, tutti elementi reali che hanno fatto di questa vacanza un mirabolante ricordo. Anche le macchie candide create dai gabbiani in volo sono state un ottimo dono della natura assai apprezzato. La luce del sole si è rivelata assai potente, ma allo stesso tempo anche essenziale elemento per scatti fotografici grandiosi. Il calore della vita bretone è però ciò che ha illuminato i nostri occhi. Le nuvole, sempre presenti e pronte a stupire, si sono rivelate fondamentali per uno splendido gioco di colori ricco di effetti speciali. Guardando però anche nei paesini, viene messa in esclusivo risalto tutta la bellezza e vivacità dei fiori che vengono mantenuti e curati con tanta devozione. Dai più rosa ai più gialli, dai viola agli arancioni e ancora dai bianchi ai bluastri tutti incantano l'atmosfera francese, lasciando persino il loro profumo dolciastro per i graziosi vicoli. Luci e colori sono la magia bretone che incanta turisti e gente del luogo, insieme al ruggito dell'oceano.

  • Meteo: E' risaputo che il clima bretone e normanno sia influenzato dalle forti correnti dell'oceano Atlantico e perciò è difficile poter delineare un preciso andamento delle condizioni meteo lungo l'intero arco della giornata. Il vento la fa da padrone tutto il giorno e le nuvole sovrastano spesso il cielo francese, disperdendosi solo verso sera. E’ raro dunque poter vedere il limpido cielo azzurro, caratteristico di molti altri luoghi e zone francesi. Tuttavia sarebbe sleale e scorretto lamentarsi del clima da noi incontrato, che ci ha sicuramente reso assai piacevole la vacanza. Il sole caldo e pungente è stato spesso protagonista, e fedele compagno, della nostra visita, nonostante ciò è solo grazie al vento che abbiamo avuto modo di poterlo apprezzare e resistere data l’elevata temperatura. Le nuvole erano certe volte segno di fuggente tregua dal sole, altre invece un puro e semplice avvertimento di acquazzoni in arrivo. Solo una sera l’acqua ha provocato alcuni danni inattesi ma è bastato attrezzarsi e nulla era più irresistibile neanche le gocce improvvise che ci sorprendevano lasciandoci credere che venissero dal cielo sereno e candido. Ecco quindi che si consiglia di attrezzarsi con un'ampia varietà d'abbigliamento: capi per l'acqua e il maltempo, capi che resistono il vento, e capi leggeri per il sole. E' d'obbligo munirsi anche di crema solare!!!

  • Ospitalità: Visitando sia la Bretagna sia la Normandia ci è risultato piuttosto semplice fare paragoni tra i due dipartimenti francesi relativamente all'aspetto dell'ospitalità. Senza dubbio la gente francese ha già di per sè un carattere piuttosto ospitale. E' in ogni caso un dovere trattare l'argomento ospitalità quando si ha a che fare con mezzi grandi quali i camper. Facile poter dire che i camper sono ormai sempre più diffusi nella nostra società e purtroppo a volte non troppo ben accetti. In Bretagna abbiamo avuto modo di apprezzare le numerose aree di sosta, spesso non a pagamento, e inclusive di torretta di scarico: per il carico d'acqua è bene ricordare che ovunque costa 2,- € e vengono accettate solo monete intere da 2€, tuttavia in alcuni casi solo il pagamento avviene con carta di credito o gettoni, acquistabili nei pressi dello scarico. Le aree di sosta sono spesso dislocate presso il centro paese e anche i più piccoli villaggi sono dotati di un punto sosta esclusivamente per i camper. Tali aree sono comunque ben tenute e godono di ottima pulizia. Raggiungere questi punti è piuttosto semplice in quanto vi sono ottime e complete segnalazioni a partire dall'ingresso dei paesi sino a destinazione. Per quanto riguarda invece la regione normanna le sorprese sono purtroppo negative a tal proposito. Viaggiando lungo il litorale costiero siamo rimasti molto delusi per le scarsissime aree di sosta presenti: sono invece di gran lunga numerosi i cartelli di divieto non solo di stazionamento ma, a volte, anche di transito, per camper e roulotte. Un punto a sfavore per il turismo normanno che viene in un certo senso limitato sotto questo punto di vista. Nonostante ciò, quelle poche aree presenti sono ben attrezzate e piuttosto ben mantenute. Nessun problema per quanto riguarda i punti di camper service che, anche se in minore quantità rispetto alla Bretagna, sembrano essere basati sullo stesso principio. Certo non mancano alberghi e campeggi, dai più ai meno belli, per chi opta tale genere di accomodation, tuttavia non abbiamo avuto modo di provarli in maniera diretta. Importante ricordare che chiunque voglia pernottare in camper in un qualsiasi parcheggio, anche non riservato a tali mezzi, può farlo tranquillamente in quanto i francesi, durante tutta la permanenza in Francia, si sono dimostrati delle piacevolissime persone.

  • Gastronomia: Lasciarsi sfuggire la degustazione di qualche specialità bretone è assolutamente vietato dati gli invitanti colori e decori che spesso è possibile intravvedere nelle portate dei ristoranti. A tal proposito abbiamo avuto modo di scoprire la magia che nasconde la cucina bretone. Certamente il pesce è l’elemento principale per quanto riguarda la gastronomia locale, essendo il mare e di conseguenza il pesce, il grande simbolo di questi luoghi. Moules e huîtres, cozze e ostriche, sono le particolari specialità dell’oceano bretone che vengono spesso servite crude o condite con del semplice limone. Le alghe sono molto diffuse come contorno, anche se talvolta provengono da zone non molto salubri, infatti alcune volte sono raccolte nei porti, durante i periodi di bassa marea. Altro genere di pesce molto diffuso e pescato in grandi quantità è la rana di mare, (della quale se ne mangia la coda), che seppur non abbia un ottimo aspetto sembra essere molto gustosa. Sogliole e merluzzi non mancano, e infine da non dimenticare vi sono le ali di razza, le raine, dal gusto davvero finissimo. Lasciando il settore del pesce, la Francia è anche conosciuta come la terra delle salse, dalle più dolci alle più salate, dalle più semplici alle più elaborate. La moutarde, corrispondente alla nostra senape, viene spesso utilizzata come condimento al posto di olio e aceto. Anche per ciò che riguarda il settore della panetteria e della pasticceria, boulangerie e patisserie, la cucina bretone è in grado di stupire. Trascurando il fatto che i francesi sono soliti utilizzare consistenti quantità di burro nella preparazione dei dolci, restano ottime prelibatezze per il palato. Tipico di questa zona resta il Far Breton, una specie di budino ricco di ingredienti e con aspetto piuttosto curioso. Un'ultima nota è da riservare al caffè che in Bretagna, come in tutto il resto della Francia, viene servito molto lungo, nulla a che vedere con il caffè italiano. Dimenticate il caro espresso! A livello di ristoranti ve ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche: con piacere segnaliamo l'ottimo Restaurant du Port, presso Paimpol, del quale ne siamo rimasti davvero soddisfatti, sia per il cibo, sia per il servizio!

  • Curiosità: La Francia riverva preziose e sorprendenti curiosità. Senz'altro è bene precisare che le migliori curiosità sono proprio quelle che si possono scoprire ed apprezzare vivendo la normale vita quotidiana nei luoghi di vacanza, diventando parte del contesto territoriale, e dunque ecco che proprio in tal modo abbiamo potuto notare particolari elementi:
    • Targhe francesi: Un vero e proprio dilemma che ci ha incuriositi moltissimo durante l'intero viaggio. Perchè le auto francesi hanno la targa anteriore bianca e quella posteriore gialla? Una sola risposta forse ovvia ma senz'altro curiosa: questione di viabilità! Infatti la Francia ha pianure di grandi estensioni, se si tolgono le Alpi e i Pirenei, ed è attraversata da moltissimi fiumi, perciò in autunno e in inverno, il clima è caratterizzato dalla presenza di fitte nebbie. In questo modo grazie al colore giallo le forze dell'ordine locali sono maggiormente agevolate nel leggere la targa. Per tal ragione spesso sulle auto francesi, un po' di tempo fa, si trovavano i fari anteriori con le lenti gialle, che rendono la permeazione della luce nella nebbia migliore, agevolando di conseguenza la visibilità per gli altri automobilisti.
    • Ogni 9 pieni, uno è gratis se...: ...se si scelgono i distributori giusti! Sì infatti è importante ricordare che in Francia, già da tempo, vi è una concorrenza pressoché imbattibile tra distributori di carburante. Vi sono i normali distributori che, (al giorno d'oggi, 2007), vendono il diesel ad una media di 1,20 €/l, mentre tutti i distributori all'interno degli ipermercati vendono il diesel ad una media di 1,05 €/l. Ecco quindi che ad ogni pieno si risparmiano circa 7/8 euro, non male no?! Così tutto il denaro risparmiato può essere investito in fantasmagorici piatti di pesce! Ricordo quindi che alcune delle più importanti catene che offrono questo servizio sono: L'Eclerc, Carrefour, Intermarché, SuperU e Champion e sono sparse uniformemente pressoché in tutto il Paese.
    • Rotonde monumentali: grande è la cura per le rotonde, che in ogni singolo paese risultano essere maestose, pulite, originali e incantevoli. Di ampie dimensioni sono spesso sottoposte ad opere di manutenzione. E' difficile non rimanere a bocca aperta davanti a fantastiche realizzazioni quali le rotonde francesi, che seppure chiamate con lo stesso nome, non hanno proprio niente a che fare con quelle italiane, se non la questione della precedenza. Si presentano ai nostri occhi ricche di fiori coloratissimi, piante, barche, laghetti, fontane, qualcosa che porta quasi all'incredibile ma che invece non è altro che l'eccellente riproduzione di ambienti reali, forse solo in miniatura.
    • Donne al volante...: Un'ultima curiosità è da riservare al discorso pulizia. Caratteristica che differenzia in toto la sporca Normandia dalla pulita Bretagna, è proprio la sporcizia che si incontra quotidianamente passeggiando sul lungo mare normanno, nei paesi, per strada e soprattutto sui marciapiedi. Le opere di nettezza urbana sono numerose, ma l'effetto è da ritenere piuttosto scarso. Forse si tratta proprio di una questione di principio che parte dai cittadini stessi e che, molto probabilmente, sta ad indicare un'altra grande differenza tra Bretagna e Normandia. Tuttavia resta sicuramente piuttosto sgradevole poter visitare paesi sporchi che oltre tutto a causa di queste condizioni vengono privati del loro completo fascino.
    • Uno sguardo per terra: ...il pericolo è assente, anzi.... Abbiamo infatti notato che in Bretagna le donne sono molto più coinvolte nei lavori manuali che in altri Paesi quali ad esempio l'Italia. Le donne hanno un ruolo importante, sia per quanto riguarda il servizio pubblico, molte delle quali hanno infatti un'impiego come autista di autobus, altre invece si prestano come lavoratrici nella manutenzione di aiuole e rotonde, altre infine, nelle vesti di postino, pedalano per l'intera giornata per consegnare la posta a tutti i cittadini. Davvero una condizione insolita, condita da professionalità e gentilezza!
    • Simpatici cappelli di pizzo: Si chiamano "coiffes" in uso da più di cinquant'anni è ancora utilizzato nelle campagne francesi, i copricapo bianchi in pizzo, ricamati a mano. Tuttavia tale accessorio sta sempre più scomparendo con la scomparsa degli anziani che li portavano nella vita di tutti i giorni. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederli esibiti da alcune signore presso Tréguier.
    • BZH, rebus bretone: Ogni giorno ci è capitato di incontrare, durante il nostro viaggio, uno strano genere di targa. La grafica era uguale e identica a quella francese, con un'unica differenza, la sigla automobilistica internazionale riportava "BZH" al posto della "F". Capire di cosa si trattasse non era certo un'impresa semplice, tuttavia era inevitabile formulare alcune ipotesi. Tra le più probabili vi era il fatto che si trattasse di una colonia francese, magari a parte e non molto conosciuta. Ma come era possibile vedere così tante auto tutte su questo stile? La risposta è poi stata accertata una volta giunti a casa. Una veloce ricerca su internet ed ecco la risposta. Nessuna colonia, bensì si tratta di qualcosa di molto più banale. BZH è la semplice abbreviazione di Breizh, ovvero la traduzione di Bretagna in dialetto bretone. Comparsa, per la prima volta, nel 1967 come sigla automobilistica internazionale, fu abolita prima di diventare espressione di linguaggio comune, quale è oggigiorno. Tale appellativo ha assunto però l'importanza di un acronimo, personalizzato ironicamente dagli stessi bretoni, per descrivere alcune caratteristiche della patria, diventando in tal modo la contrazione di espressioni quali: Bretagne Zone Humide (Bretagna Zona Umida) o ancora Bretagne Zone Heureuse (Bretagna Zona Gioiosa).

  • Speciale Fari: La Francia è la patria europea dei fari. Ve ne sono la bellezza di 1746 sparsi sulle sue coste selvagge battute da un mare in continua burrasca. Tutti posizionati in zone dal fascino infinito, i fari francesi sono un'attrazione imperdibile per ogni turista! Da una decina d'anni la mitica figura del "guardiano del faro" è stata sostituita per lo più da una struttura informatica che gestisce comunicazioni, e funzionamento. I fari rappresentano un elemento di sicurezza per le imbarcazioni che navigano nel turbolento oceano, e tutti conservano nei loro muri storie ed aneddoti davvero affascinanti... L'ultimo, inquietante, porta la data del 16 dicembre del 1989 quando un'onda più “anomala” delle altre rompe gli oblò della sala da pranzo del faro di Kéréon, a quaranta metri sul livello del mare, e spazza via tutto: davvero incredibile. Ricordo che per gli appassionati di fotografia il fotografo più famoso che ha immortalato immagini incredibili dei fari è Jean Guichard.
    • Faro di Saint Mathieu: si trova presso la Pointe Saint Mathieu, nel Finistère, vicino al paese di Le Conquet, nel comune di Plougonvelin, Bretagna. Le potenti ed incessanti onde oceaniche, negli ultimi 600 anni hanno eroso la costa di 150 metri. E' alto 37 metri dal terreno, e 58 dal livello del mare. La lampada al suo interno ha una potenza di 150 Watt ed è a ioduri metallici. In questo modo il faro è visibile da una distanza di 27 miglia marine, pari a circa 50 chilometri. Venne costruito nel 1835 in sostituzione di una vecchia postazione di segnalazione posizionata in cima ad una torre adiacente all'abbazia gestita dai monaci. Predomina ovviamente il forte vento. E' il crocevia più importante per l'entrata delle navi all'interno del Canale della Manica.
    • Faro di Eckmühl: Il faro si trova a Penmarc'h, nel Finistère e chiude la baia di Audierne nella Bretagna occidentale. Con un lascito di 900.000 franchi venne costruito il faro. La marchesa di Blocqueville, Adélaide Louise Davout, figlia del principe di Eckmühl, quando nel 1889 si spense lasciò quella ingente cifra nella speranza che venisse costruito un faro degno del nome che avrebbe portato. Ecco quindi che cinque anni dopo, a Penmarc'h, venne acceso il faro di Eckmühl, con grandi festeggiamenti al suono del Biniou, la cornamusa bretone. Saliti i 306 gradini che portano al balcone in ferro battuto, 65 m più in alto, si trova il busto del principe. Fin dal XVI secolo la penisola di Penmarc'h fu una delle più ricche regioni di Bretagna. La pesca al merluzzo, la "viande de Carême" (carne della Quaresima) fece la fortuna dei suoi abitanti. L'allontanamento dei merluzzi e le maree avverse causarono gravi danni.



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